Estimi, la parola al Consiglio di Stato
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
la cassazione ne ha stabilito la competenza a decidere. soddisfatte le associazioni
• U n’ altra battaglia vinta dalle associazioni nella controversa vicenda della rivalutazione degli estimi catastali. Le sezioni unite della Corte di Cassazione hanno accolto il ricorso presentato dall’ avvocato Piero Mongelli nell’ interesse di un privato cittadino, di Codacons, Adoc e Adusbef, con il sostegno del Comune di Lecce difeso dall’ avvocato Francesco Baldassarre. Oggetto, la sentenza con cui il Consiglio di Stato aveva dichiarato non essere sua competenza la questione estimi. La Cassazione ha invece ordinato al Consiglio di Stato di decidere sul ricorso senza preclusioni. Ora la palla torna al giudice amministrativo che dovrà stabilire se aveva fatto bene il Tar Lecce ad annullare tutti gli atti in materia di classamento degli immobili oppure no. Oltre però a stabilire la competenza, la Cassazione ha anche affermato un principio importante in materia di classamento: «la microzona è una porzione di territorio comunale… che presenta omogeneità nei caratteri di posizione, urbanistici, storico -ambientali, socioeconomici, nonché nella dotazione dei servizi ed infrastrutture urbane; in ciascuna microzona le unità immobiliari sono uniformi per caratteristiche tipologiche, epoca di costruzione e destinazione prevalenti». Già tale definizione, fanno notare le associazioni, indica come le microzone a Lecce non rispondono a queste caratteristiche. «Dunque – aggiungono – bene ha fatto la Commissione tributaria ad accogliere tutti i ricorsi, e a maggior ragione bene ha fat to il Tar ad annullare tutti gli atti, a partire dalla formazione delle microzone. Starà ora al Consiglio di Stato stabilirlo in via definitiva». Ma le Sezioni unite sono andate oltre: nel merito del classamento hanno ribadito come la ragione giustificativa della revisione del classamento degli immobili «non è la mera evoluzione del mercato immobiliare, né la mera richiesta del Comune, bensì l’ accer tamento di una modifica del valore degli immobili presenti nella microzona» attraverso specifiche procedure previste dalla legge. Inoltre, è stato stabilito che «quando si procede all’ attribuzione d’ uf ficio di un nuovo classamento ad un’ unità immobiliare a destinazione ordinaria, l’ Agenzia competente deve specificare se il mutamento è dovuto a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano, trattandosi di uno dei possibili presupposti del riclassamento. Per le associazioni è stato stabilito un principio basilare: «Quando vi sono aggravi aggiuntivi su beni primari come la casa, le associazioni hanno il diritto di agire a tutela dei cittadini, senza se e senza ma, perché dove uno solo è debole, la collettività diventa forte. Si è affermata con forza la ragione di chi, senza pensare all’ interesse individuale, ha agito per difendere tutti i cittadini nell’ unica sede, quella amministrativa, che poteva annullare gli atti con atti aventi efficacia nei confronti di tutti, sia di chi aveva i soldi per fare ricorso in commissione tributaria, sia di chi quei soldi non li aveva». L associazioni, infine, rimarcano l’ importanza del gruppo di lavoro che sin dall’ inizio ha inteso agire in sinergia per la tutela dei diritti dei cittadini, costituito dagli avvocati Leonardo Leo, Chiara Balzani, Piero Mongelli, Luisa Carpentieri, Cristian Marchello, Alessandro Presicce, Antonio Tanza, Daniele Imbò, Carlo Fumarola, Luigi De Giorgi, Massimo Todisco e dall’ ingegnere Vincenzo Mele.
vincenzo mele
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