Risarcimenti, il decreto alle porte E fra una settimana la sentenza Tar
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ieri l’ esame del «salvabanche» al tribunale del lazio. giorni cruciali
di SERGIO ROSSI GIORNI CRUCIALI per gli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria. Oggi o al massimo domani andrà in Consiglio dei Ministri il decreto per i risarcimenti e le indiscrezioni parlano di risorse stanziate fino a circa 300 milioni, il triplo rispetto ai 100 previsti inizialmente. La cifra dovrebbe garantire un ristoro totale alla maggior parte dei risparmiatori coinvolti: i bond subordinati ammontavano infatti a 339 milioni fra i quattro istituti andati in riosoluzione. L’ incremento della dotazione sarà accompagnato da una procedura automatica per risarcire le persone con un reddito basso (con una soglia intorno ai 20mila euro) e anche coloro che nelle obbligazioni avevano investito somme limitate. Il meccanismo che, anche chi aveva acquistato in misura limitata rispetto alla ricchezza familiare, dovrebbe dunque assicurare un indennizzo immediato a una grande parte. Per tutti gli altri resterebbe la strada dell’ arbitrato gestito dall’ Anac, che esaminerà ogni singolo ricorso e deciderà se ci sono i presupposti per la restituzione. INTANTO IERI il Codacons ha sostenuto davanti ai giudici del Tar del Lazio le responsabilità di Bankitalia e Consob sul crac dell’ Etruria e degli altri tre istituti, eccependo anche la violazione dell’ articolo 3 della direttiva Ue che vieta di nominare come autorità di risoluzione la stessa autorità di vigilanza per evitare conflitti di interessi tra soggetti in causa; in questo caso chi poteva essere responsabile di omissioni e negligenze sulle 4 banche e chi sul loro destino doveva poi esprimersi. Il Codacons così chiesto di rimettere il fascicolo alla Corte di Giustizia Europea per dichiarare illegittima la procedura di salvataggio. LA DISCUSSIONE è durata a lungo con numerose schermaglie processuali circa la richiesta degli avvocati di Bankitalia di depositare in udienza la valutazione definitiva sulla procedura che ha portato all’ azzeramento dei titoli. Ma il Tar, accogliendo la posizione dell’ Avvocatura dello Stato, ha negato il deposito su cui pure si erano pronucniati favore. La sentenza sul ricorso è attesa entro una settimana, questo il periodo nel quale i giudici si sono riservati di decidere.
sergio rossi
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