REFERENDUM: CONSIGLIO DI STATO RESPINGE RICORSO CODACONS, TROPPO TARDI PER SOSPENDERE CONSULTAZIONE
MA DAI GIUDICI IMPORTANTE APERTURA: SMENTITE TESI DELL’AMMINISTRAZIONE E INVITO AI CITTADINI A VOTARE
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso d’appello del Codacons sull’election-day, ma dai giudici di Palazzo Spada è arrivata una importante apertura sull’accorpamento tra referendum ed elezioni amministrative.
Nel rigettare la richiesta di sospensiva avanzata dall’associazione, il presidente della IV sezione del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi, ha smentito la tesi dell’amministrazione che sosteneva il divieto di accorpamento tra le due consultazioni, affermando nella sua decisione che “può convenirsi sulla natura amministrativa dell’atto impugnato e comunque sulla sua sindacabilità in sede giurisdizionale”.
Il Consiglio di Stato poi, sembra voler invitare i cittadini a recarsi al voto, anche in assenza di election-day, scrivendo che “è oggettivamente opinabile che il corpo elettorale, nella sua partecipazione al voto, possa essere influenzato o addirittura determinato dalla maggiore “comodità” o dal corrisponde minor “sacrificio” che deriverebbe dalla fissazione di un’unica data per le elezioni amministrative e per la consultazione referendaria”.
Il CdS infine, motiva il rigetto con l’eccessiva vicinanza della data prevista per il referendum, sostenendo che “nello stadio avanzato della procedura cui si è pervenuti l’interesse concreto al tempestivo e corretto svolgimento della procedura referendaria vada considerato prevalente rispetto alla tutela degli interessi coinvolti”.
“Adesso la questione verrà decisa nel merito dinanzi al Tar del Lazio nelle prossime settimane – afferma il presidente Carlo Rienzi, candidato a sindaco di Roma – e se i giudici accoglieranno le nostre richieste, l’intero referendum potrebbe essere annullato, con conseguente azione risarcitoria nei confronti del Governo per i danni prodotti ai cittadini. Intanto abbiamo inviato oggi stesso un esposto alla Commissione Europea contro il premier Matteo Renzi, ravvedendo nel suo invito all’astensione una violazione del Codice europeo di Buona Condotta sul referendum”.
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