15 Aprile 2016

L’ Italia conta quasi sette milioni di poveri

L’ Italia conta quasi sette milioni di poveri

Marianna Berti ROMA L’ Italia conta quasi sette milioni di poveri, tanti quanti nessun altro paese europeo, il doppio rispetto alla Germania e il triplo della Francia. La fotografia di Eurostat, l’ ufficio di statistica Ue, parla chia roe tutti gli altri Stati membri seguono a distanza. E ciò nonostante, guardando all’ andamento dei tassi, il fenomeno della «grave deprivazione materiale», questa l’ etichetta tecnica, da noi sia in diminuzione, passando dall’ 11,6% del 2014 all’ 11,5% del 2015. Per chi ha i portafogli leggeri la conferma della deflazione arrivata dall’ Istat, potrebbe suonare come una buona notizia: più i prezzi sono bassi meglio va per il potere d’ acquisto. Ma il calo dello 0,2% dell’ indice nel mese di marzo, il secondo ribasso consecutivo, fa storcere la bocca perfino alle associazione dei consumatori, come il Codacons e l’ Adusbef, tradizionalmente favorevoli agli “sconti”. Tutti infatti temono una spirale negativa per l’ intera economia. Tanto più ora che la deflazione sembra espandersi a macchia d’ olio sul territorio, toccando ben 22 grandi città, dal Nord al Sud, tra cui anche Roma, Milano, Napoli e Firenze. Il rialzo congiunturale della benzina e i rincari dovuti alla Pasqua (i biglietti aerei hanno segnato un +11,6%) non hanno quindi sortito effetti, se non quello di portare l’ indice dei prezzi in positivo marzo su febbraio (+0,2%). Di sicuro sul dato continuano a pesare come un macigno i listini dei beni energetici, tanto che senza di loro il tasso non sarebbe di deflazione ma di inflazione. L’ andamento dei prezzi e quello della domanda sono legati a doppio filo, ma con tutta probabilità per i 6,982 milioni di persone che vivono in conclamate condizioni di povertà i consumi sono unta bù. Eurostat ha infatti individuato la fetta di popolazione in difficoltà economiche a partire da nove indicatori: vive in cattive condizioni chi risulta “positivo” a quattro. Si va dalle vacanze al pasto proteico, dalla possibilità di accendere i riscaldamenti a quella di pagare il mutuo, l’ affitto o le bollette. 3.
marianna berti

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