Canone Rai in bolletta Dal Consiglio di Stato “stop” al governo
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fonte:
- Gazzetta del Sud
la replica di giacomelli che risponde punto per punto
Michele Cassano ROMA A ridosso del via ai primi adempimenti per l’ esenzione dal canone Rai e al suo pagamento in bolletta, a partire da luglio, arrivalo stop del Consiglio di Stato al regolamento messo apunto dal ministero dello Sviluppo economico. Sono diverse le criticità evidenziate da Palazzo Spada in un parere interlocutorio, in attesa di quello definitivo. Il provvedimento, che precisa le modalità con cui dovrà essere versata la tassa, andrà rivisto e integrato. Anche se le osservazioni non sono vincolanti, il ministero dovrebbe adeguarsi. Lofa capire il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, “padre” della misura. «È un po’ singolare – dice rispondendo alle critiche dell’ opposizione – trasformare nella comunicazione i pareri e i contribuiti consultivi, che servono esattamente a migliorare il testo e che sono accolti da noi con spirito costruttivo, in una inesistente bocciatura». Il Consiglio di Stato evidenzia la mancanza di «un qualsiasi richiamo a una definizione di cosa debba intendersi per apparecchio tv», dal momento che sul mercato sono ormai disponibili molti device per la ricezione dei programmi. Occorrerebbe specificare, secondo i giudici, che si tratta di apparecchi «in grado di ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare direttamente o tramite decoder». Sono altri i punti contestati: manca, secondo il Consiglio di Stato, un riferimento allo scambio dati tra vari enti necessario per l’ addebito, mentre sarebbe necessaria una disposizione che espliciti che le procedure previste avvengono nel rispetto della normativa sulla privacy. Un ulteriore profilo di criticità è dato dal fatto che «non tutte le norme risultano formulate in maniera adeguatamente chiara». Il ministero dell’ Economia, inoltre, non ha dato un formale via libera al provvedimento, attraverso il meccanismo del «concerto». Giacomelli risponde punto su punto, spiegando che il governo aveva già «intenzione di procedere a una più esplicita e meno tecnica definizione di apparecchio televisivo e a una capillare campagna di comunicazione». «Quanto al «mancato concerto» del Mef – aggiunge – è solo la segnalazione che per il Mef ha firmato il capo dell’ ufficio legislativo e non il capo di gabinetto. Anche sulla privacy «il testo è all’ attenzione del Garante e lavoriamo insieme con spirito costruttivo». Al momento vengono esclusi ulteriori slittamenti delle scadenze, ma è chiaro che bisognerà far presto per consentire ai cittadini di conoscere per tempo gli adempimenti necessari. Verrà posticipata, forse al 15 maggio, la scadenza per la presentazione della dichiarazione di esenzione. La prima rata di 60 euro dovrebbe però rimanere nella bolletta della luce di luglio. Sono molte, però, le voci contrarie. A partire dal Codacons, che chiede la sospensione del decreto.3.
michele cassano
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