ANSA-FOCUS/ Mose ultimo atto, solo in otto a processo a Venezia
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fonte:
- Ansa
Tra loro Matteoli e Orsoni. Pm, prosegue caccia soldi all’estero
VENEZIA
(ANSA) – VENEZIA, 14 APR – Si è aperto oggi al Tribunale di Venezia l’ultimo atto della vicenda Mose. Dei 35 indagati iniziali, con i patteggiamenti nel frattempo raggiunti, sono rimasti solo otto imputati. Ma tra loro vi sono alcuni ‘big’ dell’inchiesta veneziana, come l’ex ministro Altero Matteoli, e l’ex sindaco Giorgio Orsoni. Dure le considerazione del procuratore aggiunto Carlo Nordio, il quale, a margine dell’udienza, ha sottolineato che “le indagini sulla vicenda Mose sono tuttora in corso, in particolare con rogatorie internazionali volte a rintracciare il denaro dato in dazioni per agevolare l’attività del Consorzio Venezia Nuova”. “A ventiquattro anni da tangentopoli – ha osservato Nordio – non è cambiato nulla “. La prima giornata il collegio, presieduto dal giudice Stefano Manduzio, l’ha dedicata alla domanda di iscrizione delle parti civili, alle eccezioni delle difese ma soprattutto alla posizione del ‘tandem’ composto da Matteoli e dall’imprenditore Erasmo Cinque (dell’azienda Socostramo) le cui difese hanno chiesto che il procedimento sia trasferito a Roma, dove eventualmente sarebbe stato commesso il reato di corruzione. Passaggi meramente procedurali, e infatti nessuno degli otto imputati rimasti era presente in aula. Sul banco degli imputati, con Matteoli e Cinque, sono chiamati l’ex sindaco di Venezia, Orsoni (finanziamento illecito dei partititi), Maria Giovanna Piva, ex Presidente del Magistrato alle Acque (corruzione), l’architetto Danilo Turcato (corruzione), l’ex presidente del Consiglio regionale Veneto, Amalia Sartori (finanziamento illecito dei partiti), l’imprenditore Nicola Falconi (corruzione e finanziamento illecito ai partiti) e l’avvocato Corrado Crialese per millantato credito. Nonostante l’esclusione dal processo in fase di udienza preliminare, hanno richiesto di entrare come parti civili, il Codacons, il Pd veneziano (solo contro Orsoni), quattro associazioni ambientaliste, un candidato alle comunali del 2010 che reputa di essersi confrontato con un avversario scorretto perché dotato di fondi occulti e un semplice cittadino. Tutte posizioni – a vario titolo – respinte dalle difese. Le parti civili già ammesse dal Gup sono, invece, il Governo, la Regione Veneto, il Comune di Venezia, la Città Metropolitana di Venezia e il Consorzio Venezia Nuova (Cvn), concessionario dell’opera con l’allora presidente Giovanni Mazzacurati, da cui partì l’inchiesta sulle tangenti. Anche per alcune di queste parti le difese hanno presentato eccezioni, immediatamente respinte dai legali dei vari enti. Quanto alla richiesta delle difese di Matteoli e Cinque di trasferire i loro fascicoli a Roma, la Procura, con con i Pm Stefano Buccini e Stefano Ancillotto, ha sottolineato come gli accordi e la prestazione d’opera per le sospette tangenti si fossero concretizzate a Venezia. Con l’ex ministro, hanno detto, che imponeva oltre all’ingresso nel Cvn della Socostramo di Cinque anche la nomina a Presidente del Magistrato alle acque di Patrizio Cuccioletta (questi è tra gli indagati che hanno patteggiato da tempo). Il collegio si è riservato di decidere su tutte le richieste e relative eccezioni. (ANSA).
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