Clandestino nigeriano stupra un’ impiegata
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fonte:
- Libero
aveva già tentato di abusare di una bimba ma era rimasto libero e ha colpito ancora. preso da un carabiniere fuori servizio
CHIARA PELLEGRINI ROMA È un clandestino nigeriano il presunto autore dello stupro compiuto ai danni di una giovane donna, un’ impiegata di 26 anni, avvenuto a Roma la sera del 30 marzo scorso, in un parcheggio pubblico in via della Pineta Sacchetti. Si tratta di Ikechukwu Chinweze, 30 anni, l’ uomo è stato fermato martedì sera da un carabiniere libero dal servizio mentre camminava in via della Giuliana, nel rione Della Vittoria a Roma. Il militare, che presta servizio nella caserma poco distante, conosceva bene l’ identikit dello stupratore e nonostante fosse in compagnia della fidanzata non ci ha pensato due volte, ha bloccato il criminale, chiamando poi i colleghi in soccorso. È servito però il riconoscimento della vittima per confermare l’ arresto di Chinweze. La ventiseienne in precedenza aveva già fornito una dettagliata descrizione dell’ autore della violenza, consentendo ai carabinieri di via In Selci di elaborare un preciso identikit che coincideva praticamente con la foto dell’ uomo fermato. Chiamata a testimoniare nella caserma della compagnia Trionfale, in via Ildebrando Goiran, la ragazza attraverso il riconoscimento fotografico ha confermato nel volto di Chinweze l’ autore dello stupro. A quel punto per il cittadino nigeriano è scattato il fermo convalidato dal gip. Il nigeriano – cui sono stati prelevati campioni di dna per confrontarli con i reperti della violenza sessuale, per far sì che il riconoscimento certo da parte della vittima sia confortato da prova scientifica – è ora detenuto nel carcere di Regina Coeli. Il fermo del cittadino nigeriano segue mesi di intense indagini, condotte dagli uomini dell’ Arma attraverso una vera e propria attività “porta a porta”, mostrando a tutti i residenti e commercianti della zona dove era avvenuta la violenza l’ identikit dell’ autore dell’ abuso. «Sono state molto utili le segnalazioni dei cittadini», ha spiegato il capitano Luca Acquotti della compagnia Trionfale, «che avevano visto aggirarsi nella zona l’ uomo che chiedeva l’ elemosina, oltre, naturalmente, alla collaborazione positiva della vittima». Un lavoro dunque sul territorio, supportato dalle registrazione delle telecamere del parcheggio dove è avvenuto lo stupro e dai controlli dei luoghi di aggregazione, ripari di fortuna di persone senza fissa dimora. Si è scoperto così che l’ uomo, che viveva di espedienti, frequentava le zone tra Aurelio e Prati e che, soprattutto, non era nuovo a crimini sessuali. Infatti già nell’ agosto del 2009 era stato arrestato dai Carabinieri a Cave, comune ad est della Capitale, per aver tentato di abusare di una bimba di 7 anni. La bambina, figlia di una coppia di connazionali che gli aveva dato ospitalità, era riuscita a scapppare da Chinweze. E mentre il Codacons sollecita, ancora una volta, il Campidoglio affinché installi «telecamere intelligenti collegate ad una centrale operativa in grado di consentire l’ intervento immediato delle forze dell’ ordine», l’ episodio non ha mancato di sollevare un vespaio di polemiche. La candidata sindaco al Comune di Roma, Giorgia Meloni, che ieri ha visitato la caserma dei carabinieri di via Goiran per ringraziare gli uomini dell’ Arma per il lavoro svolto, ha sottolineato come siano necessarie «condanne esemplari, pene certe e l’ espulsione degli immigrati che commettono reati in Italia». Duro su Twitter l’ intervento del leader della Lega, Matteo Salvini, che invoca «castrazione chimica e poi esplulsione» per il nigeriano e s’ interroga: «L’ immigrato era già stato fermato nel 2009 perché aveva tentato di abusare di una bimba di 7 anni, figlia di connazionali. È normale che in Italia gli stupratori girino liberi per strada?». Francesco Storace, candidato per la poltrona di sindaco, accusa il Parlamento il Campidoglio, più che di «pene certe» bisogna puntare il dito sui silenzi del Parlamento, «peccato che siano stati tutti zitti quando ho denunciato la situazione del parco nelle scorse settimane durante il sopralluogo che ho fatto su sollecitazione dei candidati di zona e dei cittadini. Stanno in Parlamento a chiacchierare. L’ importante è dichiarare senza sapere nulla di Roma», ha scritto su Twitter. riproduzione riservata.
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