La Puglia e le due facce di Renzi Sorrisi a Decaro, ghigni a Emiliano
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
Bari Tanto ruvido con Michele Emiliano, quanto gioviale con Antonio Decaro, accolto a Palazzo Chigi tra consueti sorrisi e pacche sulla spalla. Che Matteo Renzi abbia scelto il sindaco di Bari come suo interlocutore privilegiato in Puglia – nonché come amministratore beneficiato di una serie di iniziative del governo – è noto. Ma in questi giorni, mentre l’ escalation polemica tra il premier e il governatore pugliese raggiunge il suo culmine, la differenza di trattamento è particolarmente stridente. E a mettere in rapporto almeno le vicende che lo vedono opposto a Emiliano con la circostanza per cui siede accanto a Decaro (la presentazione del progetto Enel per la banda ultralarga) provvede del resto lo stesso Renzi. «Ci accusano di voler sbloccare gli investimenti pubblici e privati in Italia? Accusa fondata. Questo è esattamente il nostro obiettivo.Un filo lega Bagnoli a Pompei, all’ Expo, alla Napoli Bari per arrivare ai contatori intelligenti di Enel e alla banda larga ovunque: è il filo dell’ Italia che non si arrende. Che non abbandona il futuro nelle mani di chi sa solo urlare e contestare. Ma che giorno per giorno ci prova, a testa alta». L’ Italia che «urla e contesta» sarà senz’ altro quella del fronte antagonista napoletano che ha contestato aspramente Renzi per Bagnoli. Ma è anche quello di chi si oppone al futuro, che si chiami Tempa Rossa o autorizzazioni a trivellare. «Ai giochini dei politicanti che continuiamo tutti i giorni a fare polemica non prestiamo attenzione. Il governo è sempre pronto a dare una mano ai soggetti pubblici e privati che danno una mano al Paese». E una mano, Renzi, la dà sicuramente anche a Decaro. Aver dato a Bari l’ opportunità di essere tra le prime cinque città servite dalla fibra ultraveloce che arriva direttamente in casa, è una nuova prova. Prima c’ era stato il riconoscimento dell’ autorità portuale, scongiurando il disegno di accorpamento con Taranto. Prima ancora la scelta di interloquire anche con i sindaci metropolitani – e non solo con i governatori come inizialmente previsto – sul piano per il Sud. E la modifica della legge sull’ edilizia giudiziaria chiesta espressamente da Bari. E il finanziamento della bonifica dei porti minori. E molte altre dimostrazioni di considerazione. Nonostante la vicinanza di Decaro a Emiliano, il rapporto, nato quando l’ attuale sindaco di Bari era un parlamentare, poco più grande del rottamatore e futuro premier, è più saldo che mai. Renzi è irritato dal presidente della Puglia, che ieri ha deciso di affiancare il Codacons nella battaglia per ottenere dai giudici del Tar l’ election day. Tuttavia, come dicono quelli che sono vicini al premier, «comprende le cautele di Antonio nello schierarsi». È stato Renzi a imporre a Decaro di lasciare Roma, il parlamento e la prospettiva di entrare in un imminente governo dell’«amico Matteo», per misurarsi con le fatiche di amministratore locale. Anche al di là del rapporto umano di lunga data con Emiliano, un sindaco non può permettersi di rompere con il governatore della sua regione. Così Decaro e Renzi, ritrovandosi a Roma, conversano fitto fitto. Ridacchiano, si confrontano al riparo di una mano perché gli obiettivi dei fotografi non catturino il labiale. «Parlavamo di calcio – fa il vago Decaro -. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda si vantava del nuovo stadio della sua città e dei successi della sua squadra, e io ho approfittato della circostanza per dire che anche il Bari sarà in serie A. Matteo mi ha chiesto “La Bari? Ce la fa?” e io l’ ho avvertito che batteremo la Fiorentina». Chiacchiere da vecchi amici, certo. Ma non soltanto questo. Anche se Decaro si guarda bene dal riferirlo, i suoi dalla trasferta romana hanno ricavato l’ impressione che Renzi non si rivarrà sulla Puglia per gli «sgarbi» (o le «parole volgari», come lui stesso le ha definite) di Emiliano. Con un po’ di obbligato ottimismo, osservano: «Non lo dice sempre anche Michele? I rapporti istituzionali tra Regione e governo sono ottimi».
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