6 Aprile 2016

Tra i candidati sindaco è scaricabarile: tutta colpa vostra

Tra i candidati sindaco è scaricabarile: tutta colpa vostra
Meloni:
“Frutto delle gestioni allegre Rutelli-Veltroni”. Ma il Pd: “Pasticcio
nato nel 2008” Fassina: “Ora ristrutturare i mutui”. La grillina Raggi
“Basta ridurre gli sprechi”

C’ ERANO tutti i parlamentari che aspirano al soglio capitolino, ieri mattina in commissione Bilancio, ad ascoltare la desolante relazione del commissario Silvia Scozzese. Un numero di candidati sindaci mai visto in un’ occasione del genere. Tutti prontissimi a illustrare le loro ricette per abbattere un mostro che «è il maggior ostacolo alla ripartenza della città», chiosa per primo l’ ex viceministro dell’ Economia Stefano Fassina. «Occorre ristrutturare il mutuo con la Cassa depositi e prestiti», il consiglio del deputato in corsa per la sinistra. Materiale incendiario che subito infiamma una campagna elettorale finora sottotono. Con centrodestra e centrosinistra a impallinarsi a vicenda nel più classico scaricabarile. «Tutta colpa delle gestioni allegre Rutelli- Veltroni», attacca a testa bassa la leader di FdI Giorgia Meloni, invocando più poteri e risorse per l’ Urbe. «Non mi interessa l’ assistenza da parte del governo, ma che Roma abbia anche gli onori, non solo gli oneri di essere la Capitale d’ Italia». Una frecciata al curaro contro il piddino Roberto Giachetti, che in passato s’ era vantato di essere l’ unico in grado di ottenere l’ aiuto del governo Renzi, rimasto però silente. Per lui parla Marco Causi, già assessore al Bilancio con Veltroni, che prima plaude «alle informazioni e alla trasparenza mai garantite dalle precedenti gestioni commissariali » e poi controbatte: «La Scozzese conferma quanto sostengo da otto anni: la massa passiva che costituisce il “debito pregresso” è stata formata sommando mele con pere, e cioè debiti finanziari certi (mutui e titoli) con debiti non finanziari della più disparata natura, in particolare debiti commerciali (pagamenti ritardati) e pagamenti richiesti dalle aziende dello stesso Comune». Non solo. «Sono poi state sommate, alle mele e alle pere, anche le arance », aggiunge Causi, «sotto forma di possibili pagamenti futuri di cui non sono ancora oggi accertati né l’ entità né il soggetto creditore, e si tratta clamorosamente del 43% dei casi, riferibili soprattutto allo storico contenzioso urbanistico». Come non bastasse, infine, «il debito finanziario del Comune di Roma nel 2008 era, in termini pro capite, in linea con i dati delle altre grandi città italiane, e anzi leggermente inferiore». Una lettura che però fa infuriare l’ ex sindaco Alemanno: «La gestione commissariale riguarda solo ed esclusivamente i debiti contratti e i crediti non riscossi prima del nostro insediamento nel 2008», tuona. Dunque è colpa di quelli di prima. E se per la grillina Raggi il profondo rosso si può arginare solo con «la lotta agli sprechi», il presidente del Codacons Carlo Rienzi, pure lui in corsa per il Campidoglio, taglia corto: «L’ unica possibilità per salvare il Comune è ricorrere alla procedura del fallimento». (gio.vi.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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