Concorsone, partenza stentata
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
ieri è scaduto il termine per le domande: tanti i punti ancora da chiarire
Èancora tutto in salita l’ iter della Buona Scuola. I ritardi sono sotto gli occhi di tutti. Mobilità, concorso, scuola lavoro, premi ai docenti, bonus formazione e perfino l’ organizzazione delle gite: tutto è ancora fumoso. I sindacati, divisi, continuano a chiedere lumi al ministero che arranca nelle risposte. Intanto è scaduto ieri alle 14 il termine per le domande per il concorsone della scuola che mette in palio 63.712 posti e dovrebbe interessare almeno 165.000 docenti in Italia (10.000 in Puglia e Basilicata). Il condizionale è d’ obbligo, poiché i Tar stanno ammettendo alla prova alcuni docenti esclusi. I ricorsi che dovranno essere ancora discussi entro il 15 aprile aprono per tanti non abilitati qualche speranza. Anief, il sindacato più battagliero dei docenti, e alcune associazioni dei consumatori vorrebbero ammettere almeno 200.000 docenti tra quelli esclusi. Difficilmente ci riusciranno anche se i Tar decidono spesso in maniera difforme da quanto stabilito Il ministero insiste: il concorso è riservato solo agli abilitati e non ammette deroghe. Le difficoltà del sistema informatico el Miur hanno mandato in tilt nelle ultime ore l’ accettazione delle domande del concorso :40.000 accessi in 20 minuti nell’ ultima giornata lo hanno bloccato per qualche tempo. Tre i bandi per tutti gli ordini di scuola che, secondo la legge 107/2015, non daranno accesso a una cattedra in una scuola, seguendo una graduatoria di merito, ma solo a una cattedra in un ambito territoriale con la proposta di un incarico triennale da parte di un dirigente scolastico. Il 12 aprile, sulla Gazzetta Ufficiale, saranno rese note le date delle prove scritte. Si parla di maggio, ma sono solo indiscrezioni. Nel frattempo si attende l’ esito del ricorso del Codacons che vuole la partecipazione al concorso anche dei docenti con 36 mesi di servizio, privi del titolo di abilitazione, e di quelli con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. 63.712 i posti a disposizione in tutta Italia, 3860 in Puglia posti (234 di sostegno). La Basilicata ne ha appena 645 (20 di sostegno). Pochi posti rispetto alla Lombardia che ne ha 12.000. Tante le domande di partecipazione arrivate nelle ultime ore .La difficoltà nell’ indicare la lingua straniera prescelta per lo scritto e l’ orale tra inglese, francese, tedesco e spagnolo, la compilazione della casella concernente, le condanne penali, che in caso di falsa dichiarazione determinano il licenziamento, la scelta della regione prescelta in cui sostenere il concorso hanno rallentato il tutto A far discutere in queste ultime ore la mobilità ancora in attesa del via libera della funzione pubblica. Il tempo scorre, i decreti non arrivano è tutto slitta ad aprile con gravi problemi per l’ iter complesso che una macchina come quella della mobilità della scuola comporta. Il rischio è anche quello di gravi ritardi per la mobilità annuale che potrebbe sforare, così come le assunzioni del concorso a cattedra, a settembre inoltrato. Dalla Puglia e dalla Basilicata saranno oltre mille a trovare la sistemazione definitiva fuori regione. Accettata la sede non sarà più possibile evitare il trasferimento rincorrendo una supplenza. Il problema rimane ancora sotto traccia, ma saranno ben 150.000 i docenti che dal Sud si trasferiranno al Nord. Lo scontro maggiore è sempre sulla chiamata diretta dei Presidi. Il Miur vorrebbe attivare il meccanismo già con la prossima mobilità.Per la Flc Cgilcriteri e modalitàdiassegnazione dei docenti, che non hanno la titolarità di scuola,devono portare alla formulazione di unagraduatoria per titoli, evitando qualsiasi discrezionalità da parte di chicchessia. Sul bonus di 500 euro per la formazione dei docenti la confusione è ancora alta. La rendicontazione, senza le indicazioni previste è complicata. Non essendoci ancora un ente gestore della Card, ci si attiene a qualche faq del Miur o a dichiarazione dei dirigenti ministeriali in materia di rendicontazione per andare avanti . Non ancora risolto il problema dell’ alternanza scuola -lavoro nelle terze classi :emerge in questi giorni la situazione di profondo disorientamento che stanno vivendo studenti e docenti delle scuole secondarie di II grado. Il caos regna sovrano tra progetti e percorsi, attività in orario curricolare ed extra curricolare, dubbi sulle risorse e sulla retribuzione del personale impegnato nelle attività o nella progettazione o nelle flessibilità o nelle attività di supporto. I sindacati sono pronti alla mobilitazione visti i tanti punti irrisolti della Buona Scuola. Ad aprile, in centinaia di piazze italiane, partirà la raccolta delle firme a sostegno delReferendum sulla Buona Scuola. Questo prevede la cancellazione di alcune parti fondamentali: a) la discrezionalità insita nella procedura della chiamata diretta dei docenti,b) il credito d’ impostaper chi finanzia le singole scuole, pubbliche o private che siano (in palese contraddizione con quanto recita la Costituzione), c) l’ istituzione deiComitati di valutazionee della discrezionalità da cui dipende l’ erogazione del bonus ai docenti, d) l’ obbligatorietà delle orario dialternanza scuola -lavoro .La Flc Cgil insiste nel risolvere il problema del precariato storico attraverso la definizione di unpiano pluriennale di stabilizzazioni, che, sulla scia della direttiva europea,riconosca i diritti acquisitimediante il rinnovo dei contratti e restituisca ai docenti della scuola dell’ infanzia ciò che è stato loro tolto nel piano di assunzioni. Sul bonus docente lo scontro è più pesante. I sindacati in blocco hanno abbandonato il tavolo di confronto con il Miur, che ha finora rifiutato ogni apertura sulla natura contrattuale del bonus e sulla sua gestione partecipata a livello d’ istituzione scolastica. Per i sindacati o si arriva al chiarimento politico o sarà conflitto ad oltranza .È un graveerrore politico, la scelta di determinare per decreto e non per accordo sindacale i criteri in discussione. La rivoluzione è rimasta solo a metà e se non ci si rimette intorno ad un tavolo, difficilmente gli obiettivi della Legge 107 saranno raggiunti.
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