Salva banche, ennesimo rinvio: è un’agonia
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fonte:
- Giornale d`Italia
Un’agonia. In questo s’è trasformata la vicenda del salva-banche, con i risparmiatori beffati dal discusso decreto varato dal governo lo scorso 22 novembre che ancora aspettano di essere rimborsati. E così rischia di slittare anche il termine del 31 marzo (dopodomani) fissato dalla Legge di Stabilità per il varo dei decreti ministeriali con cui dare avvio agli indennizzi del Fondo di solidarietà da 100 milioni, forse destinato ad aumentare per ripagare tutti e senza alcun arbitrato, con il vecchio meccanismo, che prevedeva un intervento parziale e limitato ai risparmiatori più deboli. Per via di una trattativa con l’Unione Europea che ancora non ha prodotto la tanto attesa fumata bianca. Con la Commissione Ue che ha sì aperto le porte all’ipotesi di ampliare i rimborsi agli obbligazionisti intrappolati nel crack di Banca Etruria, Banca Marche, Cari Ferrara e Cari Chieti, ma l’accordo è lontano dalla conclusione.
E’ certamente da escludere quanto previsto inizialmente dalla Legge di Stabilità. Non ci sarà nessun arbitrato ad personam nell’ambito del quale si dovrebbero prima accertare le eventuali responsabilità delle banche che hanno venduto titoli sospetti alla clientela e poi procedere con la restituzione del maltolto. Perché così facendo, per Bruxelles, l’Italia rischia di rimanere impigliata nella ragnatela degli aiuti di Stato.
La deadline si avvicina, ma il governo prende ancora tempo. E così il Codacons, stanco di una situazione che non accenna a finire, ha deciso di presentare le prime 20 cause pilota nei tribunali civili, volte a far ottenere ai risparmiatori il rimborso integrale delle obbligazioni, completamente azzerato dal salva-banche. Procedimenti che potrebbero essere illustrati già questa mattina, in attesa della decisione del Tar del Lazio sul ricorso promosso dall’associazione contro la legge del bail in, meccanismo che prevede prelievi forzosi da parte degli istituti di credito che rischiano il tracollo sui conti correnti superiori ai 100mila euro, prevista per il prossimo 18 aprile.
Ancora dito puntato contro il premier Renzi, che più volte ha garantito che entro marzo sarebbero stati chiariti i criteri relativi ai rimborsi per i risparmiatori. Ma dall’esecutivo arrivano solo promesse non rispettate che non fanno altro che alimentare la rabbia degli ex correntisti, rimandando alle calende greche una decisione finale sugli indennizzi non più rinviabile.
Tra nuovi slittamenti e cause risarcitorie, continua a far discutere la vicenda che ha mandato praticamente in rovina migliaia e migliaia di risparmiatori, privati dei risparmi di una vita e non ancora rimborsati. Se non a chiacchiere.
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