30 Marzo 2016

Indennizzi a tutti, il governo «supera» la scadenza di oggi

Indennizzi a tutti, il governo «supera» la scadenza di oggi

ROMA L’ associazione «Vittime del Salva Banche» incontra stamattina, a Roma, Stefano De Polis, direttore dell’ Unità di risoluzione e gestione delle crisi di Banca d’ Italia. Durante il faccia a faccia «gli presenteremo – sottolinea Silvia Battistelli, portavoce dell’ associazione – materiale in grado di dimostrare come il ristoro dei risparmiatori azzerati sia non solo possibile, ma anche la soluzione più giusta».Come si sa, scadono proprio oggi i termini definiti dalla Legge di stabilità per dare attuazione a un fondo di solidarietà di 100 milioni a carico del Fondo interbancario di garanzia per offrire un ristoro a quei correntisti delle quattro banche poste in risoluzione che avevano perso i loro investimenti in obbligazioni subordinate delle aziende di credito stesse (Banca delle Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara). Il Governo ha deciso di superare l’ impostazione prevista dalla Legge di stabilità (procedura di arbitrato e criteri ben definiti per sancire chi effettivamente ha diritto a ottenere un rimborso) per puntare a negoziare con l’ Unione europea la possibilità di un rimborso per tutti i risparmiatori. È un fatto, però, che il sì della Commissione per il rimborso a tutti sembra un obiettivo assai ambizioso. Almeno a giudicare dalla storia, accuratamente ricostruita sul sito della Banca d’ Italia, di come è andata l’ interlocuzione con la Dg competition sulla possibilità di usare il Fondo interbancario di tutela dei depositi per la crisi della Banca delle Marche. Si è trattato di una dura battaglia (perduta) da parte del Governo italiano; e a imporre la svalutazione fino al 17,6 per cento dei crediti deteriorati delle banche in default fu proprio la Dg competition e non un’ autonoma decisione delle autorità italiane. Questa Commissione, insomma, è tutt’ altro che tenera nei confronti delle specificità italiane. Ne sono consapevoli anche le associazioni dei consumatori, che non a caso sono sul piede di guerra, perché temono di veder sfumare le possibilità più concrete offerte dalla Legge di stabilità. Nonostante siano in scadenza i termini «dal Governo non è finora giunta alcuna notizia e gli obbligazionisti rimangono ancora senza risposte» sottolinea ad esempio il Codacons, annunciando che nei prossimi giorni partiranno le prime venti cause pilota. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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