29 Marzo 2016

«Sindaco, ma volete farci chiudere?»

«Sindaco, ma volete farci chiudere?»
Carenza d’ acqua, sui social polemica lettera di un ristoratore di Vibo Marina

 

«SINDACO, se volete farci chiudere l’ attività almeno ditelo chiaramente».Singolare iniziativa dei titolari del ristorante lido La Rada, primaria struttura di Vibo Marina da mesi ormai alle prese con la cronica carenza d’ acqua potabile. Visto che a nulla sono servite tante segnalazioni e denunce, anche a mezzo stampa, ieri la società Gramaca srl si è rivolta al sindaco Costa utilizzando Facebook, i cui numerosi utenti ieri hanno potuto leggere questa amareggiata quanto dura lettera aperta. Allegando una foto dell’ ultima bolletta, regolarmente pagata, i titolari scrivono: «Egregio sindaco Elio Costa, scriviamo per ribadire a Lei i nostri disagi operativi e portarli a conoscenza dei nostri clienti». Gli interessati ricordano, per l’ ennesima volta, le loro vicissitudini: «Dal mese di giugno siamo costretti a rifornirci privatamente, perché il Comune non adempie all’ obbligo di rifornirci di acqua potabile, bene primario, soprattutto per quanto riguarda la nostra attività. Dopo innumerevoli segnalazioni, denunce alla prefettura e al Comune, finite purtroppo nel nulla; dopo vari articoli sui giornali ci ritroviamo oggi, lunedì dell’ An gelo, impegnati ad accogliere al meglio i nostri clienti, a dover provvedere a spese nostre all’ approvvigionamento dell’ ac qua, distogliendo parte del nostro personale dalla normale attività lavorativa e con dei costi non indifferenti». Vengono ricordate tante promesse non mantenute, tanti falsi interessamenti: «Vogliono forse farci chiudere? Va ricordato che qui da noi lavorano con dedizione tante persone che sono l’ unica fonte di sostentamento per le loro famiglie. La nostra provincia scivola sempre più nel degrado – prosegue con evidente rammarico la lettera aperta indirizzata al sindaco Costa – Come potrà avere la forza per riemergere, visto che sempre più imprenditori vengono praticamente costretti a dover chiudere la loro attività? Ci auguriamo almeno – questa la sarcastica conclusione – che i soldi della nostra bolletta siano serviti e bastati a comprare le uova e le colombe di Pasqua per Lei e tutta l’ ammini strazione comunale». Una lettera molto amara dunque che ha subito registrato i commenti degli utenti di Face book. C’ è infatti chi parla di “vergogna vibonese”, e chi commenta : «Questo è il sud, dove il turismo e la tranquillità del lavoro non cresceranno mai. Mai e poi mai». Un altro attacca: «Fosse capitato a me, sindaco e dirigenti competenti sarebbero stati a casa sotto assedio. Non è vero che le cose non possono cambiare, la Calabria deve rinascere e fare in modo che la sua bellezza arrivi altro capo del mondo. Lottate dunque perché ci sia un miglioramento a livello culturale, turistico, ecc.». C’ è infine chi, come Claudio Cricenti, assicura: «Il Codacons approfondirà la questione di Vibo Marina». Per vari problemi si è registrato l’ immediato e risolutivo interessamento di Costa. Qual è il motivo, se mai ce n’ è uno, del suo disinteresse in questo caso? Solo Costa può chiarirlo.

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