Carife, assalto Codacons «Seicento già in Procura»
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fonte:
- La Nuova Ferrara
il presidente
regionale: azione collettiva agganciata all’ esposto penale bankitalia:
non si poteva sfidare l’ ue sul fondo perché servivano altri soldi
Il Codacons è poco convinto dei risarcimenti governativi per gli azzerati Carife, «Renzi e Cantone avevano garantito che entro marzo sarebbero stati definiti i criteri relativi ai rimborsi per i risparmiatori, ma dal Governo arrivano solo bugie e inutili perdite di tempo» è la denuncia del presidente nazionale Carlo Rienzi. Di qui l’ annuncio che martedì saranno depositate le prime 20 cause-pilota ai tribunali civili competenti per le quattro banche (oltre a Ferrara, ci sono Chieti, Arezzo e le sedi marchigiane), anche se ieri il referente regionale Bruno Barbieri non era ancora in grado di specificare quante saranno su Carife. «Ci sono diverse decine di posizioni già istruite tra le quali scegliere, valuteremo nei prossimi giorni. Sono invece già avviati – è l’ annuncio dell’ esponente Codacons – le nomine di persone offese sull’ esposto penale che abbiamo presentato alla Procura di Ferrara. Si tratta di 600 posizioni, di obbligazionisti e azionisti, sui circa mille risparmiatori Carife che si sono rivolti a noi per valutare ipotesi di tutela». È a questo che il Codacons si riferisce quando parla di azione penale collettiva: si cerca di aprire un procedimento penale sul quale, poi, s’ instradano centinaia di potenziali parti civili, tutelate da un unico legale in maniera da abbattere le spese. Lo stesso meccanismo verrà attivato, assicura Barbieri, per le cause civili, ma con platee meno folte di risparmiatori. «A quanto ci risulta, di filoni penali aperti su Carife a Ferrara ce ne sono diversi, tra i quali uno specifico sull’ aumento di capitale e un’ altro che riguarda tutti gli azionisti e obbligazionisti. Attendiamo le decisioni del pm» spiega Barbieri, che di mestiere fa l’ avvocato. Codacons è quindi riuscito a raccogliere un gran numero di procure che lo autorizzano a presentare richiesta di risarcimento per conto di obbligazionisti sub ed ex azionisti Carife, attraverso l’ organizzazione capillare di assemblee su tutto il territorio provinciale e la collaborazione, in alcune realtà, dell’ M5S, che ad esempio a Ferrara e Argenta ha raccolto i 2 euro di pre-iscrizione direttamente dai risparmiatori. Federconsumatori e Adusbef, dal canto loro, hanno parlato di «colpevoli ritardi» del governo, annunciando l’ intenzione d’ intensificare le azioni di protesta «che proseguiranno fino a quando anche l’ ultimo risparmiatore non avrà ricevuto il proprio rimborso». Bankitalia ha intanto pubblicato una lunga disamina sul salvataggio di Banca delle Marche, dopo la diffusione dei dossier difensivi al Tar del Lazio. Nel documento si spiega perché in quel caso (ma la situazione Carife era la stessa) si decise di non rischiare l’ avvio formale di un contenzioso sull’ intervento Fitd: le leggi sulle banche «avrebbero imposto accantonamenti prudenziali pari all’ intervento del Fitd, vanificandone l’ utilità», e la Bce «non avrebbe presumibilmente dato il suo assenso alla ricapitalizzazione». Nell’ analogo caso Tercas ciò non è però avvenuto. Stefano Ciervo ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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