Popolare di Vicenza graziagli ex vertici
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fonte:
- Il Secolo XIX
bocciata l’ azione di
responsabilità fra la rabbia dei soci raggirati la banca perde 1,4
miliardi, ai manager il 52% di compensi in più
A NIENTE sono serviti gli interventi a ripetizione di chi ha perso tutti i propri risparmi. Nè la rabbia e gli improperi contro manager rapaci che a fronte di una perdita di 1,4 miliardi di euro si sono assegnati ricche prebende come se nulla fosse. Ben 16,7 milioni spesi per il vertice di una banca che una volta era il gioiello del Nord Est, qualcosa come il 52% in più del 2014. L’ assemblea della Popolare di Vicenza, riunitasi per la seconda volta in meno di un mese ha approvare il bilancio 2015 con il suo rosso miliardario e le politiche di remunerazione del management con la pioggia di buonuscite per i vecchi dirigenti indagati e di “welcome bonus” per i nuovi entranti. Non solo. La stessa assemblea ha respinto la richiesta di azione di responsabilità verso i vecchi manager che hanno depredato l’ istituto di credito veneto. L’ afflusso è meno consistente rispetto al 5 marzo, quando tra fischi e contestazioni era stata approvata la trasformazione in spa, l’ aumento di capitale da 1,76 miliardi e la quotazione in Borsa. Molti dei soci però – circa 1.300 di persona e 3.300 con le deleghe – hanno continuato a manifestare la loro indignazione per un cda composto per due terzi da consiglieri già in carica sotto la gestione dell’ ex presidente Gianni Zonin, indagato per aggiotaggio e ostacolo all’ attività di vigilanza e ritenuto dai magistrati il primo responsabile del dissesto dell’ istituto costato miliardi di euro a 119 mila soci. Tanta rabbia e delusione, quindi, per la bocciatura dell’ azione di responsabilità chiesta da Renato Bertelle, a capo di un gruppo di piccoli soci, e dal rappresentante del Codacons Veneto, Franco Conte. Una decisione definita «folle» dal sottosegretario all’ Economia Enrico Zanetti, certo non un barricadiero, che si è detto «esterrefatto». Il sì di 1.346 soci (38,05% del capitale presente) non è basta to in quanto ai 169 soci contrari, in rappresentanza del 18,65% del capitale, si sono saldati i 1.357 astenuti (43,29%). Decisivo l’ invito del presidente Stefano Dolcetta a rinviare l’ argomento a giugno per permettere alla ban cadi «lavorare nella massima serenità in un momento estremamente delicato». L’ assemblea ha invece approvato le politiche di remu nerazione, l’ ennesimo boccone amaro che le vittime di questa «Vajont del risparmio veneto» (copyright Coda cons) hanno dovuto inghiottire. Un milione per Zonin, 4,6 milioni per l’ ex ad Samuele Sorato, buonuscite complessive per 5,2 milioni e bonus di entrata per 2,7 milioni, di cui 1,8 milioni per il nuovo ad Francesco Iorio che in soli sette mesi ha incassato 2,7 milioni. «Vergogna», ha urlato Giuliano Xausa della Fabi, ricordando che i dipendenti non percepiscono il premio di produttività da cinque anni. «La maggior parte di noi è rovinata, prendiamoci le tenu tedi Zonin», ha proposto una pensionata. Niente da fare. Come diceva il filosofo: tutto scorre. Nell’ indifferenza.
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