27 Marzo 2016

I super compensi scatenano la protesta: «Vergogna!»

I super compensi scatenano la protesta: «Vergogna!»

VICENZA – Passino le perdite miliardarie che hanno falcidiato il capitale sociale, rimasto comunque ancora positivo per 2,2 miliardi. Ma non si può premiare con più soldi amministratori che hanno provocato questo sconquasso aggravato anche dalla perdita vertiginosa del valore delle azioni, finite a 6,3 euro (al prezzo di recesso). I compensi milionari della dirigenza hanno scatenato la protesta dei soci di Popolare Vicenza presenti in assemblea: poco più di un migliaio su un totale di 119mila. È l’ ennesimo boccone amaro che le vittime di questa «Vajont del risparmio veneto» (copyright del Codacons) hanno dovuto inghiottire. Le cifre spiegano meglio di ogni commento l’ arrabbiatura dell’ ex popolo popolare. Un milione è andato all’ ex presidente indagato Gianni Zonin, 4,6 milioni all’ ex consigliere delegato Samuele Sorato (ne ha incassati già 2,6), 404mila euro per l’ attuale vicepresidente Marino Breganze (che dovrebbe prendersi anche i quasi 200mila come leader di Banca Nuova). I bonus all’ uscita ammontano in totale a 5,2 milioni, quelli in entrata a 2,7 milioni: 1,8 milioni sono andati al nuovo Ad Francesco Iorio che, in soli sette mesi di attività ne ha incassati altri 878mila di stipendio. Il vice direttore generale, Jacopo De Francisco, in carica dal 22 giugno 2015, ha percepito 1,02 milioni, 700mila come bonus d’ ingresso una tantum. Il vice direttore generale Adriano Cauduro ha preso mezzo milione di euro, stipendio al quale da quest’ anno dovrebbe aggiungere quello da direttore generale di Banca Nuova. L’ ex ragioniere generale dello Stato e vice presidente, Andrea Monorchio (assente ieri), ha preso 294mila euro. Il presidente del collegio sindacale, Giovanni Zamberlan, da moltissimi anni alla guida dell’ organo di controllo della banca, ha percepito 180mila euro. Il nuovo presidente, Stefano Dolcetta, dal 23 novembre (quando è stato eletto) a fine 2015, ha ricevuto poco meno di 120mila euro. Per il vertice in totale sono stati spesi 16,7 milioni contro gli 11 milioni del 2014, il 52% in più. «Delirio di onnipotenza? Io credo solo vergogna» ha denunciato Giuliano Xausa, sindacalista della Fabi, socio e dipendente di Popolare Vicenza: «I 5.500 dipendenti non prendono la quota di retribuzione legata alla produttività da 5 anni e sono mille euro annui». I vecchi dirigenti che hanno portato la banca al dissesto «restituiscano quello che hanno preso o quei soldi li si vada a recuperare con tutti i mezzi, sia per i soci ma anche per i 5500 dipendenti che ogni giorni lavorano a testa bassa per dare futuro a questa banca». In molti ricordano come l’ attuale cda sia in carica quasi in toto da anni mentre il rappresentante del coordinamento Don Enrico Torta ricordava il dramma di chi ha perso tutto: «Abbiamo salvato più di 100 persone che volevano suicidarsi». Iorio ha giustificato il suo compenso con la rinuncia a bonus già maturati nella sua ex banca, la firma di un patto di fidelizzazione e l’ addio a un incarico importante (direttore Ubi Banca) per affrontare «una sfida professionale molto rischiosa sul piano professionale e reputazionale». Sfida non ancora vinta. Il passaggio più duro arriva ora. M.Cr. © riproduzione riservata.

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