26 Marzo 2016

Benjamin Franklin, la pazza idea Un’ ora di luce rubata per legge

Benjamin Franklin, la pazza idea Un’ ora di luce rubata per legge
lo scienziato fu ignorato, poi la grande guerra spinse al risparmio

CON L’ ARRIVO dell’ ora legale (meglio dire “ora estiva”) ritornano puntualmente i due partiti (il partito dei favorevoli e quello dei contrari) e questa storia dura ormai da mezzo secolo perché l’ introduzione della prima ora estiva del dopoguerra fu istituita esattamente cinquant’ anni fa, il 22 maggio del 1966. L’ ora estiva, però, introdotta con lo scopo di risparmiare energia prolungando le ore di luce, non fu una novità per gli italiani perché proprio un secolo fa, nel 1916, un Decreto legislativo la introdusse come “misura di guerra” fino al 1920. DOPO una pausa di vent’ anni l’ ora legale fu ripristinata il 14 giugno del 1940, quattro giorni dopo la dichiarazione di guerra dell’ Italia, e questa volta le lancette degli orologi avrebbero ripreso la loro usuale posizione solamente alla fine dell’ anno. Nel 1941 e 1942 l’ ora legale entrò in vigore il primo gennaio e nel primo caso fu adottata fino alla fine dell’ anno mentre nel secondo caso cessò il 2 novembre. Curioso è il caso del 1944 quando, alla faccia dell’ unità nazionale, l’ ora legale fu adottata da aprile a settembre ma solamente per il nord. Dal 1980 l’ ora legale è adottata da aprile a settembre e a partire dal 1981 da marzo a settembre. Dal 1996 l’ intervallo dell’ ora legale si estende dall’ ultima domenica di marzo all’ ultima domenica di ottobre. LA PRIMA IDEA di istituire un’ ora legale si deve a Benjamin Franklin che nel 1784 sul quotidiano Journal de Paris propose di mettere avanti di un’ ora le lancette dell’ orologio per risparmiare energia, ma come spesso succede per le idee troppo in anticipo sui tempi la proposta di Franklin non venne presa in considerazione e restò lettera morta fino al primo conflitto mondiale, quando l’ imprenditore William Willett, nel maggio del 1916, propose al governo inglese l’ adozione di questo nuovo tipo di orario. L’ esempio fu ben presto seguito da altri paesi e oggi l’ adozione di questa ora legale è una tradizione consolidata. MA C’ È DI PIÙ. Secondo una indagine del Codacons l’ 80% degli italiani sarebbe favorevole all’ adozione di questa ora per tutto l’ anno. In questo modo si eviterebbero i disagi che molti, a quanto pare, avvertono durante questo passaggio. Sembra che lo sfasamento di un’ ora sia la causa di disturbi del sonno di un bambino su due e anche gli adulti non sono da meno, perché mettersi al passo con la nuova posizione delle lancette induce gli stessi disagi causati dal “jet lag”, conosciuto anche come “mal di fuso”. Le statistiche dimostrano in effetti che l’ adozione dell’ ora legale aumenta la vendita dei prodotti contro il “jet lag”. E nella prima settimana lavorativa che segue l’ adozione del nuovo orario si registra anche un sensibile calo nella produttività perché in quei giorni pesano su molte persone l’ insonnia e la conseguente sonnolenza. Si registra anche una ricaduta negativa su tutte le apparecchiature delle quali facciamo un uso quotidiano. NELLE NOSTRE CASE si va alla ricerca di tutti gli orologi e le sveglie per metterli al passo con il nuovo orario, quindi si passa alla revisione dei termostati e infine si va in garage per sistemare l’ orologio dell’ auto. Computer, telefonini e altri congegni elettronici, invece, si sistemano da soli perché, beati loro, in questo giorno non avvertono nessun fastidio. AL DI LÀ dei malesseri e dei disagi bisogna però tener conto anche dei benefici. Nel decennio dal 2004 al 2014, ad esempio, i dati di Terna dicono che in Italia il risparmio complessivo è stato di circa 6 miliardi e 720 milioni di kilowattora che tradotto in soldoni significa un risparmio di 990 milioni di euro. E tutto questo per aver spostato avanti di un’ ora i nostri orologi.

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