Poche indicazioni date ai risparmiatori delude il consiglio aperto sulle banche
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fonte:
- Il Messaggero
LA SEDUTA Doveva essere un consiglio comunale in grado di dare delle risposte concrete ai cittadini. Lo è stato solo in minima parte. L’ assise dedicata alla questione banche, lunedì all’ Aula Pucci, ha praticamente tradito le attese. Non tanto per ciò che riguarda la partecipazione cittadina (all’ inizio del consiglio l’ aula non era gremita, ma nemmeno deserta come nelle battute finali) quanto per la qualità e la direzione degli interventi. Si sarebbero potute dare delle indicazioni preziose ai risparmiatori, piccoli azionisti e potenziali obbligazionisti giunti al Comune, invece il dibattito ha quasi sempre spostato l’ attenzione su tematiche globali, come le responsabilità del Governo Renzi e il ruolo della BCE. LE CRITICHE Tanto che chi ha partecipato attivamente al dibattito non ha risparmiato delle critiche: «Forse era il caso di fare un convegno su questo argomento – afferma la responsabile territoriale del Codacons Sabrina De Paolis – i consigli comunali aperti si dovrebbero fare per altri temi, magari di natura ambientale». Fra i firmatari del consiglio sulle banche in prima fila il consigliere di minoranza Mauro Guerrini che ha comunque parlato di assise storica: «E’ la prima volta che si organizza una seduta su un argomento così cruciale. I cittadini sono sgomenti, è ora di parlare delle responsabilità di un potere forte come la Banca». GLI ESPERTI Fra gli interventi quello del professor Antonio Maria Rinaldi, docente universitario alla Link Campus University di Roma e di Finanza Aziendale presso l’ Università d’ Annunzio di Chieti-Pescara: «Neanche nei periodi bellici si era proceduto a fare interventi di questo tipo, come le decurtazioni o gli espropri dei risparmi dei clienti – ha commentato Rinaldi – l’ azione della Banca d’ Italia era stata sempre indirizzata nel procedere a risolvere le insolvenze all’ interno del sistema bancario attraverso la Moral Suasion (persuasione morale, ndc ). I cittadini ora sono disorientati, non hanno più fiducia negli istituti bancari. E ne hanno ben donde, visto che non vi sono certezze neppure sul tetto dei 100 mila euro». Il limite sotto il quale non si andrebbe in caso di default della banca. Più incentrato sui problemi dei risparmiatori “turlupinati” dal provvedimento Salva Banche l’ intervento di Eugenio Zanin, responsabile Sportello consumatori del Lazio: «Stiamo seguendo molto da vicino i casi relativi ai clienti truffati dalle quattro banche coinvolte. Noi come supporto ai cittadini abbiamo proposto una guida, in cui invitiamo i clienti a non firmare subito l’ investimento, né davanti al direttore di banca, né tantomeno davanti ad un dipendente. Bisogna prendere prospetti informativi e capire bene cosa si accetta». Pierluigi Cascianelli © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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