Strisce pedonali pericolose e scivoli fuorilegge Comune, tutto da rifare
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fonte:
- Quotidiano di Puglia
d Strisce pedonali fuorilegge. In tutta la città. E il Comune sarà quindi costretto a ridisegnare le “zebre”, per rispettare le norme contenute nel Codice della Strada. Le associazioni dei consumatori Adoc e Coda cons cantano vittoria perché è grazie a una loro segnalazione del dicembre scorso, che Palazzo Carafa dovrà redigere un progetto per ridisegnare le strisce di attraversamento pedonale dal quartiere Stadio alla stazione, da piazza Mazzini al quartiere Leuca, lungo tutto il territorio urbano della città capoluogo. «Lo scorso dicembre – spiegano Alessandro Presicce di Adoc e Massimo Todisco del Codacons – abbiamo notificato al Comune una diffida ai sensi del decreto legislativo 198 del 2009, la cosiddetta class action contro la Pubblica Amministrazione». La diffida riguardava proprio il mancato rispetto dell’ articolo 145 del Regolamento di Attuazione del Codice della solo l’ adeguamento della segnaletica verticale e orizzontale, ma anche lo spostamento delle rampe dei disabili costruite in posizione sbagliata e l’ installazione di transenne parapedonali per la canalizzazione del flusso pedonale». Così, anche il progetto di riqualificazione di piazza Mazzini – nell’ ambito del quale verranno sistemati gli spartitraffico ed espiantati i pini che incorniciano la piazza – dovrà es sere modificato, ha sottolineato il dirigente comunale Giovanni Puce nella sua risposta alle associazioni. «Adoc e Codacons – scrivono Presicce e Todisco – prendono atto che solo dopo la notifica della diffida giudiziale il Comune ha ammesso di avere ignorato una norma fondamentale del Codice della Strada in tema di sicurezza e ha sperperato denaro pubblico per costruire centinaia di rampe in posizione assolutamente pericolosa. Questa è una prima vittoria dei cittadini». E Adoc e Codacons «monitoreranno e solleciteranno l’ adeguamento promesso, per assicurarsi che l’ iter amministrativo venga del tutto compiuto». Se ciò non accadrà in tempi brevi, concludono, «attiveremo la “class action” entro un anno. La sicurezza dei cittadini non può attendere oltre». P.Anc. d Strisce pedonali da far “traslocare”, così come le rampe per i disabili. E la Sgm perderà centinaia di stalli per i parcheggi a pagamento. Dopo la denuncia di Adoc e Codacons sulle “zebre” fuorilegge, i consumatori evidenziano che anche gli attraversamenti per i disabili andranno fatti traslocare rispetto agli incroci. E un primo effetto del progetto comunale per rimettere a posto la segnaletica e gli attraversamenti fuorilegge – violano infatti una precisa norma del Codice della Strada – potrebbe essere proprio questo: la scomparsa di centinaia di parcheggi a pagamento in tutti i punti della città. Nella zona centrale come nelle aree periferiche. Funzionerà così: le rampe per i disabili dovranno essere arretrate rispetto agli incroci, che devono avere “capo libero” per almeno cinque metri. Così tanto le “zebre” che i nuovi accessi “a scivolo” per i disabili saranno realizzati ad almeno cinque metri dall’ incrocio. Il risultato è che a perdere spazio saranno le strisce blu che, ovviamente, saranno più distanziate rispetto all’ intersezione: dovranno “fermarsi” prima di un semaforo o di uno stop, cosa che oggi non avviene in nessuna zona della città. Anzi, gli stalli blu occupano ogni angolo disponibile, anche a ridosso degli incroci, renden do gli attraversamenti pericolosi per l’ incolumità dei pedoni. Non ci sono dati ufficiali, ma fra gli addetti ai lavori circolano già le prime stime: su un totale di circa 7.000 parcheggi a pagamento gestiti dalla Sgm, la società partecipata dal Comune, potrebbero andare perduti circa 300 stalli. Per qualcuno, si potrebbe arrivare a sfiorare anche la cifra di 400 stalli blu eliminati. Le associazioni dei consumatori, da sempre, stimano un incasso mensile di circa 300 euro per ciascun parcheggio: questo vuol dire che l’ effetto finale del rifacimento di tutte le rampe per disabili potrebbe comportare meno incassi per circa 120mila euro al mese, cioè un milione e 440mila euro in meno in un anno. Una brutta gatta da pelare per le casse della Sgm e per il Comune.
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