16 Marzo 2016

«Crac Banca Marche, stato d’ insolvenza»

«Crac Banca Marche, stato d’ insolvenza»
e il governatore visco avverte: i bond a rischio si combattono con la conoscenza di ciò che si firma

• A inizio novembre 2015 Banca Marche – con 221 milioni di euro di saldo netto di liquidità, 1,4% del totale attivo, grazie a temporanee linee di credito concesse da altri intermediari – si trovava in una «tale carenza di liquidità da non poter assicurare i pagamenti giornalieri». È un passaggio della sentenza con cui il tribunale di Ancona, come già avvenuto altrove per Banca Etruria e CariFerrara, ha dichiarato l’ insolvenza della vecchia BM sprofondata sotto 920 milioni di perdite di cui 528 maturati già nel bilancio 2013. È un verdetto impietoso quello del collegio del tribunale fallimentare, che ha accolto le istanze della Procura di Ancona e del commissario liquidatore Bruno Inzitari. La decisione apre nuovi scenari anche sul fronte penale. I magistrati che si occupano di BM apriranno un terzo fascicolo d’ inchie sta per bancarotta e altri reati fallimentari. Indagine che si somma alle due in corso: quella che coinvolge 36 persone tra ex amministratori di BM e imprenditori, accusati di reati tra cui appropriazione indebita, corruzione tra privati, ostacolo alla vigilanza e associazione per delinquere, e il procedimento stralcio in cui è stato chiesto il giudizio per l’ ex dg Massimo Bianconi e per gli imprenditori Davide Degennaro e Vittorio Casale per corruzione tra privati. Pur ritenendole legittimate a intervenire, contrariamente a quanto deciso per il Codacons, il tribunale ha respinto le opposizioni delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Jesi e Cassa di Risparmio di Pesaro, che con la risoluzione hanno visto azzerato il valore di azioni e obbligazioni come altri 44 mila investitori. I giudici hanno analizzato il deficit patrimoniale: nel 2013, oltre alla perdita di 528 milioni di euro, BM era in «deficienza patrimoniale di 202 milioni e un rapporto tra patrimonio e impieghi al 6,65% (inferiore al minimo 8%). A settembre, il patrimonio netto si era assottigliato a 13 milioni con perdite per 920 milioni e un rapporto tra capitale e attività ponderate per il rischio negativo (-0,62%). Nel mirino sono finite anche le «gravi anomalie gestionali riscontrate dalla Banca d’ Italia, i dissidi interni dovuti alle ingerenze delle Fondazioni socie, la gestione inadeguata della concessione del credito, anche nella controllata totalitaria Medioleasing». La conoscenza e l’ educazione come armi per evitare di «firmare» qualcosa che non si capisce e credere a chi «ci vende i bond» delle 4 banche poi salvate prospettandoli come «sicurissimi». Commettendo per altro «un illecito». Il governatore della Banca d’ Italia Ignazio Visco torna al liceo classico Tasso, dove conseguì la maturità, per un incontro con gli studenti sull’ educazione finanziaria. IL governatore di Bankitalia parla dell’ azione senza precedenti delle banche centrali per uscire dai rischi della «stagnazione epocale», azione che ha però dei limiti: «le misure della Bce» varate giovedì scorso avvisa Visco (taglio dei tassi, prestiti a tassi negativi alle banche, acquisto bond) servono per «comprare tempo alla politica» af ripartire investimenti e crescita delle imprese e quindi occupazione. In Italia infatti secondo l’ ultimo rapporto Abi, ci sono segnali di una inversione di tendenza ma i prestiti salgono ancora solo dello 0,04% a febbraio mentre le pulizie di bilancio operate dalle banche fanno scendere le sofferenze nette a 83,6 miliardi. I tassi sui mutui a febbraio (prima quindi delle misure Bce) sono a un nuovo minimo storico: al 2,4%. Ma sebbene la ripresa del mercato ci sia, la domanda stenta ancora. La Banca d’ Italia fa il suo dovere, ricorda il governatore, ma «la vigilanza non può evitare i fallimenti delle banche ma solo evitarne le gravi conseguenze». Che i subordinati fossero e sono rischiosi è stabilito dalle norme (Visco ha comunque criticato la retroattività della norma sul bail in e chiesto una sue revisione) e per questo i prospetti devono essere compresi ma gli scandali sono emersi grazie.

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