12 Marzo 2016

Election day, sfuma l’ ultima possibilità

Election day, sfuma l’ ultima possibilità
sul ricorso il tar deciderà 4 giorni prima del referendum

• Sfuma di fatto anche l’ ultima possibilità di un election day, a giugno, tra le elezioni amministrative e il referendum contro le trivellazioni alla ricerca di petrolio. Il Tar del Lazio discuterà in Camera di consiglio il ricorso del Codacons solo il 13 aprile, appena quattro giorni prima della data fissata per la tornata referendaria. Come dire non se ne fa più nulla. I due appuntamenti si svolgeranno in giornate diverse. Con un decreto monocratico, il presidente della II sezione bis del tribunale amministrativo, Giuseppe Lundini, ha respinto la richiesta volta alla sospensione immediata e urgente del decreto con il quale il Presidente della Repubblica il 15 febbraio scorso ha indetto il referendum, nonché del decreto del ministro dell’ In terno con cui è stata fissata la data delle elezioni amministrative nel periodo compreso tra aprile e giugno prossimi. Per il Codacons, la non unificazione di referendum e amministrative «appare contraria ai principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione, e non sembra rispondere ai criteri fissati dalle norme vigenti e dalla Costituzione», nonché «produrrà un danno economico per le tasche dei contribuenti, stimato in oltre 300 milioni di euro». Il presidente della corte, Lundini ha respinto la richiesta dell’ associazione di tutela dei consumatori non ravvisando quel danno grave ed irreparabile tale da giustificare una decisione urgente. «La data del 17 aprile 2016, fissata per la convocazione dei comizi ai fini del referendum di cui trattasi – si legge nel decreto – è pur sempre successiva alla prima camera di consiglio calendarizzata per questa Sezione ed utile per l’ esame collegiale dell’ istanza cautelare». Secondo il Tar poi «la contestazione investe allo stato in termini specifici la data fissata per il referendum, mentre appare ancora generico e non esattamente definito il riferimento alla data delle elezioni ammi nistrative per le quali si vorrebbe l’ ac corpamento alla medesima data della celebrazione referendaria». Si avvicina dunque la scadenza delle urne e affilano le armi i comitati referendari, impegnati in primo luogo a cercare di convincere gli italiani, così disamorati alla politica, di andare a votare. Il consigliere regionale del Gruppo «Emiliano sindaco di Puglia» Mauro Vizzino lancia un appello alla «partecipazione e a votare «Si» per difendere il nostro territorio. «Dobbiamo riuscire a coinvolgere il maggior numero di cittadini, nonostante il poco tempo a disposizione. Deve essere chiaro, inoltre, che votare “Sì” si gnifica essere contrari alle trivelle e favorevoli all’ abrogazione della norma che prevede che i permessi e le concessioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti di idrocarburi possano avvenire entro dodici miglia dalla costa e abbiano la durata della vita utile del giacimento. L’ appuntamento del referendum popolare del 17 aprile – conclude Vizzino – è un’ occasione unica per promuovere le nostre coste e il nostro territorio da interessi economici che nulla hanno a che fare con lo sviluppo turistico della Puglia». No alle trivelle e Sì al referendum anche dagli agricoltori della Cia: «Continuare a trivellare terra e mare è profondamente sbagliato. Bisogna fermare questo scempio che causa solo danni alla natura e non porta benefici reali e durevoli. Gli agricoltori rappresentano la “risposta verde” al petrolio nero che imbratta il nostro presente e il futuro dei nostri figli. Questo Paese deve credere e quindi investire nel settore primario, non certo favorire l’ esercizio di trivellazioni in mare e in terra per estrarre risorse energetiche fossili che tendono comunque all’ esaurimen to». Lettera, infine di monsignor Vincenz o Ber tolone, arcivescovo metropolita di Catanzaro e presidente della Conferenza episcolape calabrese, che fa riferimento a «timori ed ansie» raccolte a Cassano allo Jonio, dove è stato vescovo dal 2007 al 2011 «in relazione alla possibilità che la costa possa d’ improvviso divenire un orizzonte di piattaforme. Credo non vi sia persona di media diligenza che, in buona fede, non possa non riconoscere il grave pericolo al quale si sta andando incontro. Il 17 aprile gli italiani saranno chiamati a dire la loro in un referendum. Ma pure in caso di vittoria dei contrari alle trivelle, ed è questo un dato che non traspare dalla campagna emotiva portata avanti in queste settimane, l’ unico risultato che si otterrà sarà quello di impedire il rinnovo di eventuali concessioni già rilasciate».
 

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