11 Marzo 2016

TRIVELLE: IL TAR LAZIO RIMANDA AL 13 APRILE LA DECISIONE SU ELECTION DAY

TRIVELLE: IL TAR LAZIO RIMANDA AL 13 APRILE LA DECISIONE SU ELECTION DAY

IL TRIBUNALE HA RITENUTO INSUSSISTENTE IL DANNO GRAVE.
CODACONS DIFFIDA RENZI A SPOSTARE IL REFERENDUM

SE IL TAR DOVESSE ACCOGLIERE LA SOSPENSIVA, IL GOVERNO SARA’ CHIAMATO A RISARCIRE I DANNI ALLA COLLETTIVITA’

Con un decreto emesso nella serata di ieri la seconda sezione bis del Tar Lazio ha rimandato al prossimo 13 aprile la decisione definitiva sull’accorpamento del referendum sulle trivellazioni alle elezioni amministrative. Il Tar si è pronunciato sul ricorso promosso dal Codacons, con il quale l’associazione dei consumatori chiedeva misure cautelari urgenti per sospendere il decreto di indizione del referendum popolare, previsto per il prossimo 17 aprile.
La decisione del Governo di non unificare referendum ed elezioni appare contraria ai principi di buon andamento della Pubblica Amministrazione – spiegava il Codacons nel ricorso – e non sembra rispondere ai criteri fissati dalle norme vigenti e dalla Costituzione. Produrrà inoltre un danno economico per le tasche dei contribuenti, stimato in oltre 300 milioni di euro.
Il Tar del Lazio non ha ravvisato il danno grave ed irreparabile tale da giustificare misure cautelari urgenti, e ha rimandato la decisione al prossimo 13 aprile. I giudici, tuttavia, aprono un importante spiraglio. Scrive infatti il presidente della seconda sezione bis (Domenico Lundini) nel decreto emesso ieri:
“la data del 17 aprile 2016, fissata nel Decreto Presidenziale in contestazione, per la convocazione dei comizi ai fini del referendum di cui trattasi, è pur sempre successiva alla prima Camera di Consiglio calendarizzata per questa Sezione ed utile per l’esame collegiale dell’istanza cautelare (13.4.2016)”.
“Diffidiamo il Premier Renzi a spostare la data del referendum unificandolo alle elezioni amministrative – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Nel caso in cui il Tar dovesse accogliere il nostro ricorso, il Governo sarà chiamato a risarcire i danni prodotti alla collettività, derivanti da un immenso spreco di soldi pubblici legato alla scelta di non ricorrere all’election day”.

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