Etruria, già scontro sulle parti civili
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fonte:
- Corriere Fiorentino
sì della procura, no di bankitalia. la protesta dei beffati al tribunale
DAL NOSTRO INVIATO arezzo Il gup Anna Maria Lo Prete prende tempo e rinvia l’ udienza preliminare al 13 aprile quando si capirà se Giuseppe Fornasari, l’ ex direttore generale Luca Bronchi e il direttore centrale David Canestri di Banca Etruria andranno a processo per ostacolo alla vigilanza. Nonostante il rinvio udienza importante, quella di ieri mattina, con oltre 70 richieste di costituzione di parte civile (tra cui quelle di Confconsumatori, Codacons, Unione italiana consumatori). Il procuratore capo Roberto Rossi ha espresso parere favorevole ma Raffaele D’ Ambrosio, l’ avvocato di Bankitalia – in maniera non proprio rituale – si è detto contrario. Fuori dal tribunale la protesta dell’ associazione «Vittime del Salva Banche» che ha deciso di non costituirsi parte civile. La presidente dell’ associazione Letizia Giorgiani ha spiegato: «Abbiamo provveduto a fare visure catastali, camerali e storiche e risulta che la quasi totalità degli ex vertici sono nullatenenti. Non hanno quasi più nulla intestato a loro». Tra le visure mostrate ai cronisti, quelle relative a Pier Luigi Boschi, l’ ex vicepresidente della banca (non indagato), al quale non risulterebbe intestato alcun fabbricato. «Solo un orto», ha detto Giorgiani mostrando la dicitura: «Fabbricati zero, terreni due». Da quelle carte invece sia Lorenzo Rosi che Luca Bronchi risulterebbero proprietari di una casa. In serata poi il dietrofront con la nota di Fratelli d’ Italia che spiega che Pierluigi Boschi, oltre ai due terreni agricoli, possiederebbe altre proprietà. L’ equivoco deriverebbe da un errore del catasto, che ha catalogato i beni di Boschi con due nomi diversi: al nome di battesimo «Pierluigi» è attribuita la proprietà di due terreni agricoli. A «Pier Luigi», invece, sono attribuite nove proprietà. L’ inchiesta della Procura ruota attorno all’ operazione di Palazzo della Fonte. Secondo l’ accusa, Giuseppe Fornasari (difeso da Antonio D’ Avirro), l’ ex dg Luca Bronchi (il legale è Antonio Bonacci) e il dirigente David Canestri (difeso da Luca Fanfani) gli indagati avrebbero omesso fatti e circostanze per la precisa valutazione della cessione e non fornirono «una corretta ed aggiornata rappresentazione circa la reale situazione patrimoniale ed economica della banca» che poi ha portato a ritardi nella revisione del processo creditizio, per non consentire l’ esatta percezione della scadente qualità del portafoglio crediti».
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