Bpvi: l’ Antitrust indaga sulle pratiche scorrette
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fonte:
- Corriere delle Alpi
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- La Nuova Venezia
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
Perquisizioni oggi
nelle sedi della banca. Aperto un procedimento sulle pratiche
commerciali scorrette sui finanziamenti erogati in cambio di azioni:
“Limitata la libertà di scelta”. La Banca: “Siamo un cantiere di
legalità”
Non sono ancora finite le ispezioni alla Banca Popolare di Vicenza. Dopo la vigilanza Bce, la Consob, Procure e Gdf, da oggi anche l’ Antitrust indaga per presunte pratiche commerciali scorrette. L’ Autorità antitrust (Agcm), informa una nota, ha avviato un procedimento istruttorio per “presunta pratica commerciale scorretta nei confronti di Banca Popolare di Vicenza” sulla base di informazioni acquisite ai fini dell’ applicazione del Codice del consumo. La nota spiega che “per accertare queste condotte, i funzionari dell’ Agcm hanno eseguito una serie di ispezioni oggi nelle sedi della Banca Popolare di Vicenza con l’ ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza”. Secondo l’ Antitrust, “la banca avrebbe nei fatti condizionato l’ erogazione di finanziamenti a favore dei clienti (mutui, prestiti personali, aperture di credito in conto corrente) all’ acquisto da parte loro di azioni o obbligazioni convertibili dell’ istituto, anche concedendo somme superiori agli importi richiesti in caso di accettazione di questi titoli”. Sono le cosiddette operazioni baciate, ovvero gli abbinamenti tra finanziamenti e titoli. Una tale condotta, continua la nota, potrebbe “integrare una pratica commerciale scorretta, in quanto idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori in relazione ai prodotti di finanziamento”. Secondo il Garante, “l’ indebito condizionamento, connesso alla possibilità di ottenere il finanziamento solo sottoscrivendo titoli della stessa Banca, appare infatti qualificabile come comportamento idoneo a fare assumere una decisione commerciale che il consumatore non avrebbe altrimenti preso. E ciò a prescindere dal tipo di informazione resa sulle caratteristiche e sul grado di rischiosità del titolo abbinato”. Fonti bancarie fanno sapere che “dopo tutte queste ispezioni e inchieste” Banca Popolare di Vicenza è “un cantiere di legalità”. Le prime perquisizioni della Gdf risalgono a settembre 2015. Da lì, apertura di tre diverse inchieste in tre differenti procure: Vicenza (oltre 500 esposti), Prato e Udine che ne conta un centinaio. Contemporaneamente Bce e Consob hanno svolto durante tutto lo scorso anno attività ispettive su diverse operazioni e voci di bilancio, comprese anche partecipazioni come quella in Cattolica assicurazioni. L’ ultimo report di Consob, tra l’ altro, non è ancora arrivato alla banca. E’ di ieri infine la notizia che il Codacons ha diffidato Consob a non consentire l’ ingresso in Borsa della banca, con un esposto in Procura di Roma per un sequestro del valore delle azioni a tutela degli azionisti che si sono visti scivolare vertiginosamente i prezzi dei titoli a portafoglio. Da 62,50 a 48 e ora a 6,30. In attesa della Borsa.
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