5 Marzo 2016

Mangiò uno yogurt e morì a giudizio il gestore del bar

Mangiò uno yogurt e morì a giudizio il gestore del bar

• Uno yogurt alterato o mal conservato causò ad una 41enne barese una intossicazione che la avvelenò portandola in 11 mesi alla morte. In base a queste conclusioni, esito delle indagini svolte, il gestore di un bar sarà processato con l’ accusa di omicidio colposo per omesso controllo. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari Giulia Romanazzi ha infatti rinviato a giudizio il gestore del bar barese che somministrò alla 41enne Clara Carella lo yogurt che la intossicò e uccise. Il processo inizierà il prossimo 13 giugno dinanzi a giudice monocratico Michele Parisi. Il decesso della donna risale al 15 ottobre 2014, a quasi un anno dalla intossicazione che la colpì per aver mangiato lo yogurt. Nel novembre 2013 Clara era con tre amici in un bar di viale Einaudi al quartiere San Pasquale di Bari, gestito da Giu seppe Altamura, difeso dall’ avvocato Luca Colaiacomo. Tutti e quattro rimasero intossicati dopo aver mangiato lo yogurt. Solo lei, però, ebbe un collasso cardiocircolatorio che causò il «coma apallico» (stato vegetativo) dal quale la 41enne non si è mai svegliata fino al decesso avvenuto 11 mesi dopo. Ricoverata prima, da novembre 2013 a gennaio 2014 nel reparto di Rianimazione dell’ ospedale barese, aveva poi affrontato un lungo periodo di riabilitazione in ospedale a Lecce. All’ inizio di ottobre era tornata al Policlinico perché le sue condizioni si erano aggravate ed era stata ricoverata nel reparto infettivi per uno stato settico. In pochi giorni il decesso. Che a causare il collasso e il successivo coma fosse stato lo yogurt l’ avrebbero confermato gli accertamenti medico -legali disposti dalla Procura di Bari. Nel procedimento giudiziario si sono costituiti come par ti civili la mamma della vittima, difesa dall’ avvocato Francesco Magistro, i fratelli di Clara Carella, rappresentati da Monica De Meo e il Codacons con l’ avvocato Rosario Cristini. Il Codacons, com’ è noto, è il Comitato delle associazioni a difesa e tutela dei consumatori e degli utenti di servizi. Clara Carella lavorava in uno dei punti vendita baresi della catena della Coop e ancora oggi molti colleghi la ricordano con dolore ed affetto. Recentemente hanno anche realizzato una pubblicazione ad uso interno dedicata alla sua memoria. [Is. Mas.]

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