3 Marzo 2016

Anche la vecchia Bm contro l’ ex Dg Bianconi

Anche la vecchia Bm contro l’ ex Dg Bianconi

Ancona Anche la vecchia Banca Marche in liquidazione coatta amministrativa, tramite il commissario liquidatore Bruno Inzitari, ha chiesto di costituirsi parte civile nel procedimento stralcio dell’ inchiesta sul crac da un miliardo di euro del vecchio istituto di credito, una delle quattro banche salvate dal decreto del Governo Renzi. Nella costola dell’ indagine “madre”, che invece vede coinvolte 37 persone tra ex vertici dell’ istituto e imprenditori, sono imputati di corruzione tra privati l’ ex direttore generale di Bm Massimo Bianconi e gli imprenditore Vittorio Casale e Davide Degennaro. Martedì l’ udienza avanti al gup Paola Moscaroli era slittata al 20 aprile per l’ impedimento di uno dei difensori. Nel giudizio stralcio hanno presentato analoga istanza anche la Fondazioni Cassa di Risparmio di Jesi (16,5 milioni di euro), la Fondazione Cassa di risparmio di Pesaro (10 milioni), 50 azionisti (perdite dai 5 mila ai 150 mila euro) tramite il legale dell’ Adusbef oltre a due obbligazionisti (600 mila euro) e a un altro singolo azionista (15 mila euro). Intanto il 7 marzo si terrà l’ udienza del tribunale fallimentare per discutere la dichiarazione di stato d’ insolvenza della vecchia Bm chiesta dalla procura di Ancona e dal commissario straordinario. Alle richieste si oppongono le Fondazioni di Jesi e di Pesaro. Se i giudici accoglieranno le istanze, i pm potranno contestare il reato di bancarotta fraudolenta. A quel punto, alcuni reati dell’ inchiesta principale come il falso in bilancio potrebbero essere assorbiti nella bancarotta, mentre il commissario liquidatore sarebbe a quel punto il riferimento dei creditori per l’ eventuale costituzione di parte civile. Proseguono, intanto, le audizioni della commissione di indagine su Banca Marche, che ieri, in due sessioni separate, ha incontrato i sindacati (Fisac-Cgil, Firt-Cisl, Fabi e Ulca-Uil) e le organizzazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Cittadinanzattiva, Codacons, Federconsumatori, Movimento difesa del cittadino). Nel corso dell’ incontro coi sindacati è emerso il fatto che Banca Marche “poteva e doveva essere salvata, evitandone il commissariamento, che, al contrario delle aspettative, non ha salvato la banca”. Rispetto al futuro, i sindacati hanno invitato la politica e le istituzioni a “non perdere una grande occasione”, cioè quella di farsi promotrici della creazione di un tavolo regionale permanente sul credito. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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