Sul ‘salvataggio’ il Tar decide il 18 aprile
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fonte:
- La Nuova Ferrara
messa da parte la sospensiva della risoluzione su richiesta delle parti, giudizio ravvicinato sul merito
La sospensiva del provvedimento di salvataggio è stata tolta di mezzo, con le sue potenzialità “eversive” nei confronti degli assetti di Nuova Carife (si poteva riavvolgere il nastro a dopo l’ assemblea del 30 luglio?), ma ora il Tar del Lazio dovrà prendere una decisione direttamente nel merito delle richieste di Fondazione Carife, alla quale si sono uniti Codacons e risparmiatori. Il 18 aprile, questa è la data decisa ieri in udienza, la Sezione 2ª quater del tribunale amministrativo laziale è chiamato a mettere un primo punto fermo nella vicenda della risoluzione di vecchia Carife, della nascita della nuova banca e della conformità costituzionale delle norme alla base di tutto questo, cioè il bail-in. Sono state le parti proponenti il ricorso, cioè la Fondazione in primo luogo (ci sono anche un gruppo di imprenditori e professionisti ferraresi guidati dal sindaco Tiziano Tagliani e un imprenditore singolo già in causa con Carife), a chiedere al Tar di non decidere sulla sospensiva “in cambio” di una data ravvicinata per la valutazione di merito. Accordo raggiunto, se è vero che per i tempi di un Tar meno di cinquanta giorni sono un battito di ciglia: si tratterà, in ogni caso, del primo pronunciamento di un tribunale nel merito del provvedimento di risoluzione. L’ avvocatura dello Stato, presente in udienza per tutelare le controparti (Bankitalia, Nuova Carife, ex commissari, ministero delle Finanze e lo stesso ministro Padoan) ha precisato che entro quella data la banca non sarà venduta, quindi di atti irrimediabili non ne verranno costituiti. Resta in piedi anche l’ eccezione di costituzionalità presentata, oltre che dalla Fondazione, anche dal Codacons. A Palazzo Crema la notizia è stata accolta con «moderata soddisfazione», benché sia difficile stabilire se si tratti di un punto a suo favore o no: di certo il tribunale amministrativo avrà più tempo per riflettere, compreso quello necessario a valutare la recente sentenza sull’ insolvenza della vecchia Carife, che sembra contenere diverse risposte ai quesiti posti dalla Fondazione. Di certo un’ accoglimento anche parziale di alcune istanze aprirebbe la strada ad un risarcimento del danno subìto anzitutto da Palazzo Crema, ma a seguire anche dagli altri ex azionisti ed obbligazionisti della vecchia banca. (s.c.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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