Ambulatorio per profughi, protesta
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fonte:
- Il Gazzettino
piccolo presidio del codacons davanti alla cavarzerani per chiedere più attenzione ai disabili
«Un’ operazione che non comporterà costi aggiuntivi a carico della collettività e che allo stesso tempo sgraverà i medici di famiglia della zona, verso i quali spesso gli stessi ospiti venivano accompagnati». Con queste parole l’ assessore regionale alla sanità Maria Sandra Telesca ha salutato ieri l’ apertura di un ambulatorio all’ ex caserma Cavarzerani, in via Cividale, replicando così anche alle rimostranze di rappresentanti del Codacons, che hanno inscenato un piccolo presidio di protesta davanti all’ ex caserma, chiedendo maggior attenzione per i problemi dei disabili e per le unità di valutazione distrettuale. L’ ambulatorio appena aperto si articola in due sale situate all’ interno del complesso, affidate a due giovani medici, Kisito Mise e Luis Pereira De Sousa, che hanno frequentato il corso triennale di specializzazione in Medicina generale: a loro spetterà visitare i migranti, valutare l’ insorgere di particolari patologie (scabbia o malattie infettive le più probabili) oltre poi ad effettuare le consuete vaccinazioni. Il nuovo servizio, è stato spiegato, è frutto di un protocollo siglato tra il dipartimento di Prevenzione, il Distretto sanitario e la Croce rossa italiana. «Il controllo dello stato di salute dei richiedenti asilo costituisce una garanzia per la sanità pubblica di tutti i cittadini – ha aggiunto Telesca – mentre la sanità sul territorio deve per poter prestare i servizi necessari il più vicino possibile anche a coloro che soggiornano temporaneamente sul territorio del Friuli Venezia Giulia, senza distinzione alcuna». Con l’ occasione dell’ inaugurazione gli amministratori locali, con in testa il sindaco Honsell e il prefetto Zappalorto, hanno proceduto ad un sopralluogo all’ interno della Cavarzerani dove attualmente sono ospitate poco più di 300 persone: «Attualmente in tutta la provincia ne abbiamo 1.200 – ha aggiornato il Prefetto -. La gestione è ordinata e serena, il flusso è notevolmente diminuito e questo ci consente di respirare un po’ e fare le cose per bene». Rispetto agli annunci di chiusura delle frontiere da parte dell’ Austria, Zappalorto ha spiegato: «Ci stiamo attrezzando con gli strumenti ordinari, attendiamo di vedere i primi eventuali effetti». Nel frattempo, ha fatto sapere, «sono sempre più i comuni interessati all’ accoglienza diffusa che ci fanno richiesta di poter ospitare piccoli gruppi, perché in questo vedono benefici, nessun impegno e nessuna spesa». Nel frattempo, a Muzzana sono stati trasferiti 6 richiedenti asilo, altri 2 a Latisana, prima ospitati a Musi. Il sindaco Sedran ha rassicurato la popolazione. © riproduzione riservata.
david zanirato
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