Per l’ Italia e l’ Eurozona c’ è lo spettro deflazione Prezzi in calo: -0,3%
L’ inflazione torna sotto zero a febbraio e lo spettro della deflazione allarma l’ Italia e l’ Europa. A febbraio i prezzi scendono dello 0,3% in Italia rispetto all’ anno precedente e dello 0,2% nell’ Eurozona. I dati provvisori dell’ Istat mostrano ribassi «diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto», dopo nove mesi in cui l’ inflazione italiana è stata debole ma positiva. A gennaio i prezzi segnavano una crescita dello 0,3%, la più alta raggiunta nell’ ultimo anno e mezzo. Tutti gli analisti concordano che il ritorno della deflazione sia una brutta notizia per la ripresa, a partire dalle associazioni di commercianti e di consumatori, per una volta sullo stesso fronte. Federdistribuzione parla di un dato estremamente allarmante, Confesercenti di «doccia fredda» e il Codacons di «un pessimo segnale», «il sintomo più evidente che qualcosa non sta funzionando in Italia e che la tanto attesa ripresa stenta a decollare». Il rischio è che la discesa dei prezzi porti a una spirale negativa in cui le famiglie rimandano gli acquisti, calano i profitti delle aziende, diminuisce la domanda di lavoro e i consumi si riducono ancora di più. La deflazione è una brutta notizia anche per i conti pubblici, perché aumenta il valore reale del debito e il costo degli interessi e complica il rientro del rapporto tra debito e Pil, che il governo prevede scendere dal 132,8% del 2015 al 131,4% del 2016. L’ ufficio studi di Confcommercio osserva che senza un’ improbabile e brusca inversione difficilmente si tornerà prima della prossima estate a tassi di variazione positivi dei prezzi al consumo e ritiene «già difficile ipotizzare un’ inflazione per il 2016 attorno al mezzo punto percentuale» a fronte di una previsione ufficiale del governo dell’ 1%. Al momento l’ Istat indica che l’ inflazione acquisita per quest’ anno è -0,6%.
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