1 Marzo 2016

Popolare di Vicenza Codacons non vuole la ricapitalizzazione

Popolare di Vicenza Codacons non vuole la ricapitalizzazione

UDINE Il Codacons del Friuli Venezia Giulia si schiera per il no all’ aumento di capitale da 1,75 miliardi che l’ assemblea dei soci voterà sabato e invita i clienti dell’ istituto di credito allo sciopero del conto corrente. «Quanto accaduto con la Banca Popolare di Vicenza (e anche Veneto Banca) riveste una gravita epocale che trova pochi paragoni nella storia bancaria del nostro paese – scrive il presidente regionale Vitto Claut -. Migliaia di azionisti risparmiatori si sono trovati da un giorno all’ altro “prigionieri” dei propri istituti, impossibilitati a vendere le proprie azioni, subendo l’ agonia del progressivo azzeramento del valore delle loro azioni, con danni in alcuni casi irreparabili. In molti casi si è trattato di soci che provenivano dall’ azionariato di banche popolari fortemente legate al territorio nei confronti delle quali vigeva un forte rapporto fiduciario. La responsabilità degli Istituiti è pertanto enorme. In attesa che l’ autorità giudiziaria individui eventuali responsabilità penali quanto alla sopravvalutazione del patrimonio e al valore falsato delle azioni, ovvero ai singoli casi di maggiore gravità ove le azioni venivano vendute quale necessaria contropartita per poter accedere a finanziamenti o al credito, alcune conclusioni possono già essere raggiunte. La banca, infatti, contravvenendo ad ogni principio di trasparenza e buona fede, non solo non ha avvisato gli azionisti delle profonde modifiche normative, innanzitutto comunitarie, che sarebbero e sono sopraggiunte già dal 2013 che avrebbero e hanno inciso profondamente sulla possibilità di vendere le azioni, limitando drasticamente l’ utilizzo di fondi interni dell’ istituto previsti per il “riacquisto” di azioni proprie da parte della banca, ma hanno continuato a proporre e sollecitare tale tipologia di investimento fino allo scorso anno. Ci si chiede come tali istituti possano ancora mantenere la fiducia dei propri clienti. Auspicando che gli azionisti possano ottenere comunque attraverso le opportune azioni legali il rimborso dei propri fondi, il Codacons invita comunque tutti i soci e correntisti, oltre a non aderire al nuovo aumento di capitale, ad intraprendere lo “sciopero dei conti correnti” ovvero l’ estinzione degli stessi ed il loro trasferimento». «Si ritiene che non solo ciò costituisca un principio di cautela del correntista – aggiunge ancora il presidente dell’ associazione di tutela dei consumatori -, ma che solo dinnanzi a una perdita di clientela gli istituti potrebbero (forse) intervenire con delle valide proposte per risarcire in tempi rapidi le perdite subite dagli azionisti, proposte che si ritengono altrimenti delle mere chimere. Troppo facile chiedere ulteriore credito di fiducia limitandosi a garantire che ora c’ è una nuova gestione, scaricando le responsabilità sulla vecchia amministrazione, senza avanzare alcuna proposta per risarcire». Il Codacons del Friuli Venezia Giulia ha organizzato un incontro, per tutto coloro che sono interessati, che si terrà nella sede Codacons di Udine di via Gorghi 11, il 18 marzo, dove oltre a rappresentare le possibili forme di tutela per gli azionisti nei casi di specie, verrà illustrata la nuova normativa del bail-in da poco entrata in vigore e più in generale le criticità della situazione finanziaria attuale assieme a un esperto, il dottor Alfonso De Rosa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
alfonso de rosa
 

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