Fortuna: sì a BpVi Spa E Futuro 150 sale al 5%
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Finora tra le associazioni di azionisti di BpVi sono due i “sì” alla trasformazione in Spa e alla quotazione in Borsa. Dopo il primo annuncio di voto a favore, «pur comprendendo le ragioni di chi intende votare no», dell’ Associazione nazionale azionisti Banca Popolare di Vicenza presieduta da Renato Bertelle, ieri è arrivato anche il via libera di “Futuro 150”, l’ associazione ora guidata da Silvio Fortuna che raggruppa «400 aderenti detentori del 5% del capitale della banca».Nell’ ultima riunione è prevalsa «la consapevolezza che la trasformazione in Spa e la successiva quotazione sono l’ unica via percorribile per la banca». Il presidente ha ricordato la una grande attività di analisi, che ha coinvolto il prof. Andrea Beretta Zanoni e Luigi Zingales dell’ Università di Chicago, volta a valutare i reali possibili percorsi per il futuro della banca.«Il dibattito che ne è seguito – spiega Beretta Zanoni – ha permesso di evidenziare con certezza che la trasformazione in Spa e la successiva quotazione sono l’ unica via percorribile per la banca. Esprimiamo però il nostro disappunto per l’ esiguo incentivo riservato agli attuali soci, sia come fidelizzazione sia come incentivo all’ acquisto di nuove azioni».«È importante – aggiunge Fortuna – che l’ attività associativa diventi stabile e continua tramite patti parasociali, in modo da creare una forte rappresentanza all’ interno della banca degli attuali soci: questa sarà l’ unica possibilità per tenere ancorata la banca al nostro territorio»La curiosità sta nella sede scelta del prossimo incontro aperto a tutti i soci BpVi annunciato da “Futuro 150”: le Distillerie Nardini di Bassano. Caso vuole che Giuseppe Nardini fosse il presidente della Popolare che vent’ anni fa venne scalzato da Gianni Zonin. Corsi e ricorsi.Un «no secco» alla quotazione in Borsa arriva invece dall’ Associazione azionisti associati Banca Popolare di Vicenza, che propone dismissioni di edifici e beni di proprietà per introitare fondi e la suddivisione dell’ attuale banca in quattro asset diversi, di cui tre da mettere in vendita. È il piano industriale alternativo che prevede anche il possibile ingresso nel pacchetto societario di banche straniere, in particolare giapponesi e cinesi. La presentazione è stata al centro di un incontro, a cui hanno partecipato circa 500 soci, organizzato ieri al Patronato Leone XIII dall’ associazione “Noi che credevamo nella Banca Popolare di Vicenza”, con l’ adesione della parrocchia di Don Enrico Torta, Confedercontribuenti Veneto, Codacons e altre associazioni. o COPYRIGHT.
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