27 Febbraio 2016

Quei cantieri «infiniti» tra sogni e sprechi

Quei cantieri «infiniti» tra sogni e sprechi
in basilicata 34 incompiute. ma l’ elenco è approssimativo

• Sarà pure che in Italia spira forte il vento delle riforme e della ripresa economica, ma se guardiamo alle opere pubbliche incompiute il dato è in peggioramento rispetto al recente passato: la Basilicata non fa eccezione. Lo si apprende dall’ ultimo aggiornamento fornito dal Ministero delle Infrastrutture, in base al quale nel «Bel Paese» ci sarebbero ben 868 opere pubbliche incompiute, per uno spreco di danaro che, secondo il Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’ Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori), si aggirerebbe intorno ai quattro miliardi di euro. L’ elenco contiene le opere incompiute per amministrazione regionale e Mit: sono segnalati, per ciascuna opera, la stazione appaltante, le risorse, la percentuale di lavori compiuti e le cause rilevanti dell’ in terruzione quali l’ inter ruzione temporanea, l’ interruzione dovuta a cause ostative come eventuali contenziosi o procedure fallimentari, il collaudo non eseguito per mancanza di requisiti, la mancanza di risorse. L’ Anagrafe, va ricordato, è stata pensata nel 2011 ma è divenuta operativa solo nel 2013. Ufficialmente nella nostra regione l’ elenco delle opere pubbliche incompiute è fermo a 34, in lieve calo rispetto all’ anno precedente, quando erano 37: in realtà, la lista è più lunga perché, ad esempio, in questo elenco non è compresa l’ opera simbolo delle incompiute in salsa lucana, la tratta ferroviaria Matera-Ferrandina. Se la Basilicata non ride, però, altre regioni piangono addirittura. La Sicilia è une di esse: l’ isola è la regione con il maggior numero di opere non ancora completate, con 215 incompiute censite, mentre la più virtuosa risulta la Provincia di Trento, che ha segnalato di non avere opere incompiute. Si diceva del costo salato per le tasche degli italiani in generale, e dei lucani in particolare: sempre secondo il Codacons queste infrastrutture sono già costate in media centosessantasei euro a famiglia e, per portarle a compimento, servirebbe quasi un altro miliardo e mezzo di euro: cifre di una certa consistenza. Si tratta di risorse sottratte alla collettività, costretta a finanziare dighe progettate negli anni sessanta e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perché lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione, come appunto la Matera-Ferrandina. In tale contesto, il record assoluto dello spreco va di diritto ad un’ opera in verità piuttosto recente e tristemente famosa: la Città dello sport di Tor Vergata, a Roma, costata finora ai cittadini oltre seicento milioni di euro. Va detto che, in merito, l’ esecutivo degli annunci aveva, non a caso, annunciato «Il bando per le periferie»: un provvedimento da cinquecento milioni di euro per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Era atteso entro il 31 gennaio, come previsto dalla Legge di Stabilità 2016: ad oltre tre settimane dalla scadenza, il bando non è ancora stato pubblicato e il ritardo ha portato via quasi tutto il tempo che i Comuni avrebbero avuto a disposizione per presentare i progetti che, sempre in base alla Legge di Stabilità, andavano presentati entro il primo marzo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this