27 Febbraio 2016

Bpvi, soci in mutande per protesta Ma comitati divisi sul no a spa e Borsa

Bpvi, soci in mutande per protesta Ma comitati divisi sul no a spa e Borsa

VICENZA La rabbia dei piccoli soci della Popolare di Vicenza – le cui azioni valgono quasi il 90% in meno di un anno fa – si è sfogata nel corteo di ieri mattina in centro a Vicenza. Ma il fronte s’ è spaccato: il gruppo dell’ avvocato Bertelle indicherà di votare tre sì all’ assemblea del 5 marzo che deciderà su Spa, ricapitalizzazione e Borsa. È stato un «tour dei palazzi» il corteo di ieri dall’ Associazione soci popolari Veneto di don Enrico Torta, Azionisti associati Banca Popolare di Vicenza, Confedercontribuenti Veneto, Noi che credevamo nella Bpvi, Adusbef e Codacons. Da piazza Castello, sede degli Industriali, a palazzo Repeta, ex sede Bankitalia acquistata da Bpvi ai tempi della gestione Zonin, a palazzo Thiene, sede storica della popolare. Sono cento ma fanno rumore come per cinquecento. Fischi, bandiere del leone di San Marco e cori ritmati: «Ladri! Ladri!» il più gettonato, mentre don Torta, parroco di Dese, lancia anatemi biblici: «Giuda a confronto era un dilettante». Il sindaco di Resana Loris Mazzorato, fascia della Serenissima al posto del tricolore, si è messo in mutande: «Nel mio Comune ci sono tanti soci. Fra un anno questo problema avrà conseguenze sociali disastrose». Come lui, moltissimi vengono dalla Marca. Oggi la presentazione di un piano industriale alternativo. Ma i promotori litigano con Renato Bertelle, l’ avvocato di Malo fondatore dell’ Associazione nazionale azionisti della Bpvi, che compare a fine corteo: «Abbiamo deciso che è opportuno votar sì all’ assemblea, nell’ interesse dei soci. I no “di pancia” sono comprensibili e legittimi. Ma la non certa attuabilità dei piani alternativi e il rischio di commissariamento e liquidazione ci fan propendere per il sì».
 

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