Opere venete incompiute Nella lista c’ è il recupero dell’ ex tempio benedettino
C’ è un solo intervento veronese riportato nell’ elenco delle «opere incompiute» inserito sul sito della Regione Veneto. La lista, che è aggiornata al 17 giugno 2015, riporta infatti come unico intervento non ancora portato a compimento nella provincia scaligera «i lavori di conservazione e valorizzazione con adeguamento a struttura polifunzionale pubblica dell’ ex chiesa benedettina di San Giovanni Battista» di Correzzo, frazione di Gazzo Veronese. Un edificio che il Comune aveva in qualche misura salvato dal degrado quasi dieci anni fa – acquisendone la proprietà e poi avviando un primo intervento di ristrutturazione – ma che, nonostante questo, da tempo continua a rimanere inutilizzato perché mancano i soldi per metterlo definitivamente a posto. La vicenda dell’ ex parrocchiale di Correzzo è tornata di attualità in seguito ad una denuncia fatta dall’ associazione di consumatori Codacons, secondo la quale in Italia ci sono ben 692 opere incompiute, per un valore complessivo di circa 3,5 miliardi di euro. Di queste, 31, per un importo totale di oltre 600 milioni di euro, si trovano in Veneto. Oltre ad una stucchevole serie di interventi infrastrutturali, buona parte dei quali legati al trasporto su acqua, strada e ferrovia, la lista comprende anche quella che un tempo era la chiesa di Correzzo. Un edificio che non è più sede di celebrazioni religiose dal 1967, anno in cui la frazione ha deciso di dotarsi di un nuovo tempio, e che da allora ha subito un rapido degrado. Anche se alcuni dipinti risalenti al Cinquecento, al Seicento e al Settecento sono stati trasferiti nella nuova chiesa, l’ edificio seicentesco dedicato al culto è da allora oggetto di una progressiva decadenza. Nel 2006, per contrastare tale situazione, si è arrivati, dopo una difficile gestazione, all’ acquisizione da parte del Comune della proprietà dello stabile, in seguito alla donazione fatta dalla Curia vescovile. «Nel 2005», spiega Franco Benassi, che già all’ epoca, come ora, faceva parte della Giunta comunale, «l’ amministrazione comunale, con l’ obiettivo di creare un centro culturale e polifunzionale, ha redatto un progetto di recupero dell’ importo di due milioni di euro, che avrebbe dovuto essere realizzato per stralci, compatibilmente con le disponibilità di bilancio e gli eventuali contributi». Successivamente ad uno stanziamento da parte di Regione e Governo di 800mila euro, si è quindi partiti con il restauro, sistemando fondamenta e tetti e consolidando il campanile. «Questi lavori sono terminati alla fine del 2008», aggiunge Benassi, «ma poi, in seguito all’ entrata in vigore del patto di stabilità, non è stato più possibile proseguire nel piano di recupero. Infatti, era stata limitata drasticamente la possibilità di accendere nuovi mutui e di utilizzare l’ avanzo di amministrazione dei passati esercizi finanziari». Così, l’ ex chiesa di San Giovanni Battista, invece di diventare un luogo di aggregazione, si è trasformata in una sorta di ferita non rimarginata per la comunità di Correzzo ed il Comune di Gazzo. «Il Comune ha dovuto ripensare l’ intera sua programmazione e questo ha di fatto impedito il completamento del recupero», spiega Benassi. «Abbiamo cercato nel frattempo nuove fonti di finanziamento ma non abbiamo mai ottenuto risposte positive», aggiunge il sindaco Andrea Vecchini. «Adesso, comunque, torneremo un’ altra volta a riprendere in mano il progetto di recupero», aggiunge il primo cittadino. Intanto, l’ ex chiesa benedettina continua a figurare nell’ elenco delle «eterne incompiute» venete. Il suo restauro, secondo quanto dice la Regione, ammonta a 2.152.000 euro ed è stato realizzato solo per il 31,17 per cento. C’ è da sperare che il 68,83 non resti una chimera ancora per molto.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: opere incompiute, veneto
