«Erano i soldi del sangue di mia figlia»
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fonte:
- Il Centro
ex carichieti / il dramma
va in tvvespa riprende le storie di risparmiatori beffati raccontate dal
centro: intervista choc ai genitori della ragazza morta
di Lorenzo Colantonio CHIETI «Quelli erano i soldi del sangue di mia figlia». Non ha più lacrime mamma Maria Silvidio mentre parla in televisione e gela milioni di telespettatori. Francesca Belfonte era una ragazza bellissima di San Giovanni Teatino. Dieci anni fa muore in un incidente stradale. Il papà Tonino investe in obbligazioni subordinate una parte dei soldi pagati dall’ assicurazione. Sceglie la Carichieti. Ora non ha più nulla. Come Franco Muffo, idraulico di Chieti, che ha perso 170mila euro. Sono storie raccontate dal Centro grazie all’ avvocato del Codacons, Vittorio Ruggieri. Storie di risparmiatori beffati che “Porta a Porta” ha ripreso due sere fa. Lasciando di stucco l’ Italia. Sono stati 8 minuti di interviste choc. Eccoli. Signor Tonino, lei aveva dei soldi da investire, da dove provenivano questi soldi? «Purtroppo da una disgrazia, una figlia persa con un incidente stradale. Tornava con la macchina dall’ autostrada (dice la madre) purtroppo lei è morta. Abbiamo pagato le spese per il funerale e per allestire la cappella al cimitero. Quindi abbiamo investito il resto in banca. Eravamo pronti anche per organizzare il suo matrimonio, perché lei doveva sposarsi, invece…», Quanto ha investito? «Due titoli da centomila euro. Mi hanno anche proposto dei titoli ordinari, ma io non so neanche che cosa significhi la parola subordinati». E’ stato lei a chiedere un investimento che rendesse tanto? «L’ unica cosa che ho chiesto è stata di avere il capitale assicurato, quello che mi davano non mi interessava. Mi misero davanti un fascio di documenti: firma qua, firma là, ed io ero tranquillo perché avevo fiducia». Carichieti era la sua storica banca? «Sì, l’ unica banca che ho avuto da sempre. Poi uno accende la televisione e vede che c’ è un problema con le banche italiane. Mi è venuto un dubbio, mi sono recato in banca la mattina ed ho chiesto spiegazioni. Mi hanno detto “vieni, c’ è il direttore che deve parlarti”, e lui mi ha detto “purtroppo i suoi investimenti sono stati azzerati”. Come azzerati? La madre dice: è stata una cosa bruttissima perché quelli erano i soldi del sangue di mia figlia». Alla fine lei quanto ha perso? «Sessantamila euro». Quindi è riuscito comunque a recuperare 40mila euro. E tutto il resto? «Vediamo che cosa farà il governo. Noi con questi soldi non ci andiamo a divertire. Se ce li ridanno li lasciamo ai nipoti. E la madre dice: vogliamo giustizia nel rispetto di mia figlia che non c’ è più». In studio, da Bruno Vespa, c’ è anche il signor Muffo, anche lui idraulico come Tonino Belfonte. Conosce benissimo la storia del collega. Ma a Muffo, finanziariamente, è andata peggio perché fino ad ora ci ha rimesso 170mila euro. Lei aveva sottoscritto obbligazioni subordinate, le hanno detto che era rischioso? «No, mi hanno solo rassicurato. Io avevo chiesto espressamente di non prendere azioni perché le sentivo a rischio. Di queste obbligazioni mi avevano detto che erano sicure. Venti fogli da firmare…». Lei faceva l’ idraulico? Come se n’ è accorto? «Non sapevo niente. Mio figlio mi ha avvertito (lui ha preso la mia attività). Il ragazzo si è trovato a fare un lavoro per un funzionario della San Paolo Invest di Pescara e siccome questo funzionario doveva fare un bonifico, per i lavori eseguiti, quando ha visto Carichieti ci ha avvertiti che la banca era a rischio. Era il 29 ottobre (del 2015, ndr). Sono andato a parlare con il direttore di Carichieti che però mi ha rassicurato, dicendo che la banca, seppur commissariata, aveva appena ottenuto 140milioni di euro. Mi ha detto che avevamo tanta liquidità. Non mi sono tranquillizzato, ma sono andato via perché si era fatto tardi. Sono tornato un altro giorno a parlare con la banca, non ho trovato il direttore ma ho trovato una donna che mi ha detto: “Perché vuol farci questo? perché vuole andare via?”». Quando ha scoperto la verità? «Ancora una volta mi ha avvisato il direttore della San Paolo che mi ha detto: “Che cosa aspetti a ritirare i soldi?” Sono andato alla Carichieti con lo stesso direttore della San Paolo. Il direttore della Carichieti aveva già l’ estratto conto sul tavolo e mi hanno detto: avevi tre titoli, questo non c’ è, quest’ altro non c’ è e quest’ ultimo è congelato». Lei i soldi non li ha più? «Zero euro. Anzi no, non erano proprio zero euro: da una parte avevo 500 euro, da un’ altra 1.500 e dall’ ultima 700. Ho solo detto al direttore: ma scusi, lei solo venti giorni fa mi ha rassicurato…». Vespa, davanti a milioni di telespettatori, le ha definite storie drammatiche. Forse è persino riduttivo chiamarle così.
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