24 Febbraio 2016

Truffa su borse di studio: indagine all’ Università

Truffa su borse di studio: indagine all’ Università

0 denunciati alla corte dei conti per un danno erariale che va vicino ai 350.000 euro 4 dirigenti, nei guai anche 49 studenti
La replica del rettore Giacomo Pignataro: «Azioni riprovevoli che, se venissero confermate, determinerebbero iniquità tra gli studenti bisognosi. Il nostro supporto alla magistratura sarà massimo» Dario Azzaro …Sono quattro dirigenti e quarantanove studenti dell’ ERSU di Catania denunciati dalla guardia di finanza di Caltanissetta. Le indagini avrebbero alzato il velo su un presunto inganno per accedere alle agevolazioni e alle cospicue borse di studio che l’ ente regionale per il diritto allo studio gli studenti universitari riserva a quelli disagiati. Il periodo analizzato dagli uomini delle Fiamme gialle va dal 2009 al 2014 e parte dalla scoperta dei benefici che godevano, alcuni studenti, subito dopo il cambio di residenza, e non dopo i due anni, che, ricordiamo, per legge è il periodo di attesa per accedere alle agevolazioni. Non solo, sempre i finanzieri scoprivano che alcuni di loro avevano la residenza nella stessa via dove abitavano i genitori, ma ad un numero civico diverso, quello della nonna, che risultava ancora abitasse lì. E così, l’ Ersu erogava i fondi per le agevolazioni agli studenti «indipendenti» senza seguire nessuna delle norme di legge, secondo la ricostruzione dei finanzieri, che prevede la residenza esterna rispetto a quella della famiglia d’ origine da almeno due anni, che la residenza sia in un immobile non di proprietà della famiglia d’ appartenenza. Denunciati alla Corte dei Conti per un danno erariale che va vicino ai 350.000 euro 4 dirigenti, che, avrebbero agevolato 86 universitari e denunciato per truffa aggravata ai danni dello stato 49 studenti. La risposta del magnifico rettore dell’ istituzione etnea Giacomo Pignataro, non si è fatta atendere: «Esprimo il mio compiacimento con le forze dell’ ordine e che ha portato alla luce una, presunta, truffa ai danni dell’ ente, azioni riprovevoli che, se venissero confermate, determinano iniquità all’ accesso e ai benefici riservati agli stu denti che ne hanno bisogno- continua Pignataro – il nostro supporto alla magistratura sarà massimo e rivolgo un appello a tutti gli studenti affinchè i loro comportamenti siano sempre ispirati a valori etici di onestà e correttezza». E il Codacons si costituirà parte offesa nel procedimento dinanzi la Procura di Catania per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso, relativo alla truffa sulle borse di studio scoperta dalla Guardia di Finanza. «Abbiamo deciso di intervenire nel procedimento a tutela degli studenti onesti danneggiati dalla concessione illecita di borse di studio e benefici economici- spiega l’ avvocato Natascia Grasso, vice presidente provinciale Codacons – Una vicenda che riguarda ancora una voltai soldi della collettività, il cui utilizzo sarebbe stato deviato da funzionari disonesti, per un danno complessivo per le casse pubbliche pari a 350mila euro. Soldi che ora i soggetti coinvolti nell’ inchiesta saranno chiamati a restituire ai cittadini». (*DA*)
 

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