22 Febbraio 2016

Calabria seconda per le incompiute

Calabria seconda per le incompiute
dalle 67 del 2013 alle 93 del 2014, la nostra regione superata solo dalla sicilia

COSENZA -La Calabria al secondo posto per le opere incompiute. Un lunghissimo elenco composto da 94 opere che nel 2014 sono state “registrate” come opere ormai ferme. A superare la Calabria è soltanto la Sicilia. A stilare la classifica è il Codacons, che ha analizzato l’ anagrafe delle opere calcolando la differenza tra 2013 e 2014. In Calabria la questione è chiara: dalle 64 opere ferme nel 2013 in un anno si èpassati a 94. E questi sono gli ultimi dati disponibili, in attesa che il ministero rinnovi l’ anagrafe per l’ anno 2015. Intanto c’ è da fare i conti con un danno economico notevole, circa 4 miliardi di euro, calcola il COdacons, che crescono di altri 1,4 miliardi se si intendesse completarle. Il risultato è sconfortante: in Italia si registra «una abnorme crescita delle opere incompiute, il cui numero ha raggiunto quota 868». Ma è tutta l’ Italia che cresce in negativo. Nel 2013 le opere incompiute italiane erano 692: nel 2014 sono salite a 868. «Queste infrastrutture sono già costate in media 166 euro a famiglia, e per portarle a compimento servirebbero altri 1,4 miliardi di euro – affer Il cantiere della Statale 534, ormai bloccato ma il presidente Carlo Rienzi – Risorse sottratte alla collettività costretta a finanziare dighe progettate negli anni ’60 e poi lasciate in stato di abbandono, porti inaugurati e mai utilizzati, strade che non portano in nessun posto perchè lasciate a metà, strutture inutilizzate a causa degli elevati costi di gestione». Insomma una vera e propria «giungla di opere incompiute di cui nessuno conosce il destino». Il fenomeno delle opere incompiute, tuttavia, è assolutamente tra sversale: attraversa l’ Italia dal Nord al Sud, e accomuna regioni moderne e all’ avanguardia come la Lombardia e il Veneto alle aree meno sviluppate del Mezzogiorno, a dimostrazione che gli sprechi non hanno colore politico o differenze territoriali. «E pensare che dice Rienzi – i miliardi finora spesi per tali infrastrutture irrealizzate, avrebbero potuto abbattere la pressione fiscale per tutti i cittadini ed impedire la nascita di tasse come l’ Imu o la Tasi». Nel particolare delle 94 opere calabresi ben 53 sono di categoria A, ovvero si èregistrato per queste un rallentamento eccessivo dei tempi di realizzazione; 29 appartengono alla categoria B e 12 (categoria C) sono sostanzialmente finite ma mai collaudate. Le tre categorie riguardano i lavori di realizzazione avviati ma che risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ ultimazione (categoria A); lavori di realizzazione avviati, ma che risultano interrotti entro il temine contrattualmente previsto, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi (categoria B); lavori di realizzazione ultimati, ma che non sono stati collaudati nel termine previsto, in quanto l’ opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo (categoria C). La provincia di Cosenza ha il primato delle opere incompiute. Quaranta lavori ancora da terminare, tra le quali c’ è il recupero dell’ Abbazia Florense di San Giovanni in Fiore (175 milioni di euro spesi e lavori completati solo per il 73%). Segue il territorio reggino con 23 opere, Catanzaro con 22; chiudono Vibo (6 incompiute) e Crotone con solo 2 opere da terminare. A questo c’ è da aggiungere una novità: il cantiere della Statale 534.
 
 

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