14 Febbraio 2016

Le famiglie ormai tirano la cinghia

Le famiglie ormai tirano la cinghia
dall’ inizio della crisi i consumi degli italiani sono scesi del 6,3%

ROMA – Abitudini di spesa riviste e acquisti oculati: sulle famiglie pesa ancora la crisi e per farvi fronte si continua a tirare la cinghia e a guardare sempre più ad offerte e saldi. Nel 2015 la spesa media familiare risulta inferiore del 6,3% rispetto al 2008, che equivale a 156 euro in meno al mese tirati fuori dal portafoglio (si è passati da 2.487 a 2.331 euro di spesa media mensile) e del 2,9% rispetto a 10 anni prima. A fotografare “I consumi delle famiglie italiane” è il rapporto realizzato dalla Filcams-Cgil, in collaborazione con la Fondazione di Vittorio della Cgil e l’ istituto Tecnè. La spending review familiare ha riguardato innanzitutto la voce che raggruppa il vestirsi, il prendersi cura di sè e l’ andare in vacanza, con un taglio del 18,5% sempre rispetto all’ anno di inizio della crisi (scendendo nel 2015 a 264 euro al mese dai 324 euro del 2008). A diminuire è anche la spesa per la salute, l’ istruzione e l’ informazione, abbattuta del 10% (da 140 a 126 euro mensili). Quella per mangiare e abitare, sempre secondo il rapporto, perde il 2% (da 1.469 a 1.440 euro). Negli ultimi 7 anni, i consumi delle famiglie hanno subito «una maxi -contrazione pari a 80 miliardi di euro», afferma il Codacons, chiedendo «misure ad hoc» per rilanciarli, provvedimenti che «devono essere strutturali e non spot». Il rapporto della Cgil delinea anche le nuove modalità di acquisto, all’ impronta del risparmio. Con Internet che fa da bussola: il 30% delle famiglie verifica prima online i migliori prezzi dei prodotti alimentari che andrà a comprare, percentuale che sale al 63% quando si tratta di generi non -alimentari. A conferma di questa ormai prevalente strategia, il giro d’ affari: l’ 80% delle famiglie nel 2015 ha pianificato e fatto acquisti quando i prodotti erano in offerta o in saldo, per un controvalore di circa 153 miliardi di euro. Il 18% ha acquistato su internet (per un valore annuo di circa 25 miliardi di euro). Ma c’ è anche chi non ce la fa a soddisfare tutti i bisogni: il 29% delle famiglie dichiara consumi inferiori alle sue necessità.
 

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