7 Febbraio 2016

Con i contratti bloccati i dipendenti comunali perdono 740 euro l’ anno

Con i contratti bloccati i dipendenti comunali perdono 740 euro l’ anno
studio
della cgil il blocco degli adeguamenti salariali colpisce maestre,
impiegati e tecnici dei municipi congelata dal 2010 la parte accessoria
dello stipendio

La Cgil fa i conti in tasca ai dipendenti comunali, finiti sotto i riflettori della cronaca romana proprio per le vicende legate al salario. Il risultato dell’ indagine del sindacato è una perdita «secca» di 740 euro durante gli anni di blocco contrattuale. Lo studio della categoria del pubblico impiego della Cgil, basato sui dati della Ragioneria generale dello Stato, ripercorre il periodo che va dal 2010 al 2014, denunciando «buste paga più leggere per maestre, polizia locale, amministrativi» e tutti gli altri dipendenti dei municipi. L’ analisi dei dati Il rapporto della Funzione pubblica (Fp) della Cgil prende a riferimento le grandi città, i Comuni capoluogo di regione, spiegando che la retribuzione complessiva degli addetti dei Comuni presi in esame, in tutto 17, è «calata, nei cinque anni tra il 2010 e il 2014, del 2,48 per cento, passando da una media di 29.767 euro l’ anno a 29.028 euro». Per il segretario nazionale della Fp-Cgil, Federico Bozzanca, su questa diminuzione dei redditi «ha inciso principalmente la voce “salario accessorio” che, nel corso dei cinque anni, è calata complessivamente del 15,69%, ovvero circa 80 milioni in meno tra i 509 milioni stanziati nel 2010 e i 429 milioni del 2014». Sempre secondo il sindacato, i tagli effettivi sugli stipendi hanno quindi superato di gran lunga quanto stabilito: il decreto legge del 2010 targato Tremonti prevedeva «la proporzionalità tra riduzione del salario accessorio e la riduzione del numero degli addetti» che pure c’ è stata (-8.400) ma, per la Cgil, giustifica solo la metà della perdita. Ecco, dice ancora Bozzanca, evidenziata, allora, «l’ incongruenza tra questi dati, frutto di scelte precise delle amministrazioni comunali che hanno risparmiato sulla spesa di personale, così come della vera e propria entrata a gamba tesa delle ispezioni del ministero dell’ Economia che hanno violato l’ autonomia negoziale, nell’ ambito della contrattazione integrativa. Se non ci fosse stato l’ intervento delle organizzazioni sindacali a tutela dei lavoratori interessati la riduzione sarebbe stata ben peggiore». Situazione sul territorio Analizzando la situazione sul territorio si va da Torino, con una flessione del -1,51% (-71,49 euro), al Comune di Ancona, che ha segnato un -48,62% (-2.371,1 euro). Quanto alla capitale, i dipendenti di Roma, evidenzia il rapporto, «hanno subito, tra il 2010 e il 2014, un calo complessivo del salario del -3,87% pari a 1.216,9 euro». Per il sindacato tuttavia le cose sono ancora peggiori: «Le norme previste dall’ ultima Legge di stabilità impongono ulteriori tagli al salario accessorio». D’ altra parte la manovra 2016 contiene diverse novità per il pubblico impiego. Se per i dipendenti delle amministrazioni centrali dello Stato sono stati messi in bilancio per il rinnovo del contratto quadro 300 milioni di euro, per il resto le risorse vanno trovate all’ interno dei budget dei vari enti. Ma i criteri dell’ operazione saranno definiti con un decreto ministeriale a cui il governo sta lavorando. Intanto, però, le cifre della Cgil danno l’ occasione al Codacons per rilanciare un’«azione risarcitoria collettiva» per lo stop degli stipendi che va avanti dal 2010. A breve dovrebbero arrivare anche i risultati di un altro dossier inserito in Stabilità: la mappatura delle posizioni dirigenziali all’ interno della Pubblica amministrazione (50 mila dirigenti esclusi i medici).

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