5 Febbraio 2016

‘Salvabanche’ abrogato, anzi no: spunta il giallo sul varo del decreto

‘Salvabanche’ abrogato, anzi no: spunta il giallo sul varo del decreto

E SE IL DECRETO fosse bocciato per un eccesso di ‘furbizia’? E’ la tesi del Codacons, rilanciata anche a Ferrara dal gruppo ‘Risparmiatori azzerati di Carife’; nel ricorso al Tar promosso dal Codacons – che verrà discusso il 1° marzo, in concomitanza con quello depositato dalla Fondazione Carife -, emerge infatti una circostanza curiosa. «Un caso più unico che raro – spiega Riccardo Ziosi, avvocato che ha seguito la riunione dei risparmiatori ferraresi prima della loro manifestazione a Roma -; in pratica il governo ha ritirato il decreto 183 (l’ ormai famoso ‘salvabanche’, ndr), prima che fosse convertito in legge. L’ ha fatto decadere, senza portarlo alla discussione in aula. Poi però i suoi effetti sono stati recepiti all’ interno della Legge di Stabilità, sulla quale il governo Renzi ha posto la fiducia. Senza dare giudizi sui risvolti politici di questa operazuione, da studioso e osservatore del diritto mi sembra la prima volta che accade». In pratica, il decreto ‘salvabanche’ non è stato portato alla conversione in Parlamento entro 60 giorni come prescrive la legge («la prassi vuole che si discuta», evidenzia Ziosi), ma lasciato semplicemente decadere. E’ stato tuttavia recepito nella Legge di Stabilità approvata il 28 dicembre scorso, appunto dopo che il governo ha chiesto il voto di fiducia. Nel testo sono contenute due righe molto significative, in particolare nel comma 854 dove è scritto: «E’ abrogato il decreto legge 183… Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto legge 183». Secondo il Codacons, il Tar potrebbe decretare l’ illegittimità di un simile comportamento: significherebbe, secondo il presidente dell’ associazione dei consumatori Carlo Rienzi, la decadenza immediata del ‘bail-in’ per la mancata conversione in legge del decreto originario. TRA QUESTO e altri rebus, in ogni caso, continua l’ attesa dei risparmiatori per il varo del decreto sugli arbitrati ed i rimborsi. Mentre i sindacati prendono posizione anche sulla vendita delle quattro banche, chiedendo che sia scongiurata una cessione in blocco: «Avrebbe effetti devastanti sull’ occupazione, ci sarebbero migliaia di esuberi». s. l.

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