4 Febbraio 2016

Nel paniere del 2016 debuttano i tatuaggi

Nel paniere del 2016 debuttano i tatuaggi
sorpresa istat e sos di coldiretti: «bevande vegetali confuse col latte»

MILANO Il paniere dell’ Istat si aggiorna, diventa più europeo e si copre di tatuaggi. Come ogni anno l’ Istituto di statistica ha rivisto il suo paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo e lo ha fatto introducendo anche una nuova classificazione di beni e servizi utilizzata a livello europeo. Si chiama Ecoicop (Classificazione europea del consumo individuale secondo lo scopo) e prevede l’ ingresso di sottoclassi di prodotto (in tutto 227) come ulteriore livello di dettaglio. In definitiva quest’ anno l’ elenco comprende 1.476 prodotti elementari (35 in più rispetto al 2015) per il calcolo dell’ indice Nic e 1.484 (27 in più) per quello dell’ indice Ipca. Ma sono certi arrivi e partenze a stupire. A fronte dell’ uscita dal paniere dei viaggi in vagone letto e cuccette e dei trasferimenti di proprietà di auto e moto, entrano ben nove prodotti: le auto usate, le lampadine a led, le bevande vegetali, i servizi integrati per le telecomunicazioni, gli alloggi universitari, i panni per catturare la polvere, i bermuda da uomo, i leggings per bambine e persino i tatuaggi. Una moda ormai diffusa e forse un segno di differenti crisi sulla pelle degli italiani. «Tutti i cambiamenti del paniere Istat – spiega Italo Piccoli, sociologo dei consumi e docente all’ Università Cattolica di Milano – riflettono i cambiamenti delle abitudini di consumo. Ma le decisioni prese dagli statistici spesso sono sulla base di tendenze del momento, di mode». Il paniere dei beni voluttuari e modaioli può così cambiare rapidamente, nel giro di pochi anni. «Recentemente si è imposto all’ attenzione il fenomeno delle sigarette elettroniche, che hanno avuto un boom subito registrato dall’ Istat che le ha inserite nel paniere – continua Piccoli -. Ma quel prodotto che sembrava che dovesse soppiantare tutti i prodotti di tabacco si è presto sgonfiato. Alla fine i prodotti base sono sempre gli stessi e la tendenza più importante viene comunque indicata dall’ andamento dell’ inflazione calcolata sul carrello della spesa». Ed è su alcuni prodotti del nuovo carrello della spesa 2016 che si scatena la prima polemica. Si tratta delle bevande vegetali, che l’ Istat utilizzando il gergo comune classifica genericamente come latte di soia, di riso, ecc. «In realtà – sbotta la Coldiretti – esiste una norma europea che impedisce di chiamare latte ciò che non è di origine animale». Diverse sono infatti le «proprietà nutrizionali e organolettiche», senza considerare il «danno rilevante per la vera filiera lattiero casearia italiana che sconta già la mancanza di trasparenza, a causa del- l’ assenza dell’ obbligo dell’ etichettatura d’ origine». Per Coldiretti si tratta di una nuova tegola caduta sulle stalle italiane, già alle prese con la concorrenza straniera sul terreno dei prezzi e della qualità del prodotto. Ma non è soltanto la principale associazione degli agricoltori e allevatori a criticare il nuovo paniere. Per il Codacons è infatti «incomprensibile» la variazione dei pesi che l’ Istat attribuisce alle varie voci del paniere per il calcolo dell’ inflazione, con l’ aumento del peso dei servizi ricettivi e di ristorazione e il calo della divisione trasporti. Si osserva infatti che «negli ultimi anni le famiglie hanno tagliato proprio viaggi e cene al ristorante», mentre la voce trasporti «incide pesantemente sulle uscite mensili dei cittadini ». Sulla stessa linea l’ Unione nazionale consumatori: «Perché cala il peso dell’ affitto dell’ abitazione principale, per l’ acqua o per i rifiuti – si chiede -, mentre salgono le spese per l’ abbigliamento, le calzature o i servizi di parrucchiere e trattamenti di bellezza?». Intanto, in attesa delle decisioni della Bce sui tassi di interesse del mese prossimo, l’ Istat ha reso noti i dati provvisori sull’ andamento dei prezzi in Italia a gennaio. L’ inflazione accelera su base annua allo 0,3% dallo 0,1% di dicembre, ma su base mensile c’ è un calo dello 0,2% dovuto alla diminuzione dei prezzi dei beni energetici. L’ inflazione acquisita per il nuovo anno va così sotto zero e si attesta a -0,4%. RIPRODUZIONE RISERVATA

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