Da Napoli al Veneto, i divieti non eliminano lo smog
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Da Milano a Napoli, i Comuni corrono ai ripari per far fronte alla persistenza dello smog. Le misure sono quelle di emergenza: dal blocco o la limitazione del traffico, all’ abbassamento della temperatura dei termosifoni, al divieto di usare in particolare la legna nel riscaldamento domestico. Ma a rendere l’ aria più respirabile saranno provvedimenti di medio e lungo periodo, quindi strutturali, che fanno leva soprattutto su mobilità sostenibile e riqualificazione energetica. Se ne parlerà oggi al ministero dell’ Ambiente in una riunione presieduta dal titolare, Gian Luca Galletti, con Regioni, Comuni, Anci, Conferenza delle Regioni, Protezione civile. Il governo ha detto che sono stati individuati 1,5 miliardi, non tutti subito disponibili ma poco più di 400 milioni potrebbero cominciare ad essere spesi a stretto giro: 35 per la mobilità sostenibile previsti dal Collegato ambientale che entra in vigore oggi, 300 attraverso il fondo Kyoto per reti di ricarica elettrica ed efficienza energetica in scuole, strutture sportive e condomini, 70 dai ministeri dell’ Ambiente e dello Sviluppo per la riqualificazione degli edifici della Pubblica amministrazione. Certo, ce ne vorrebbero molti di più per misure strutturali – dalla riqualificazione energetica degli edifici della PA al rinnovo dei mezzi pubblici, ad incentivi per sostituire i veicoli più inquinanti – idonee a risolvere un problema che esiste da oltre 30 anni, ricorda spesso il ministro Galletti, preoccupato che «la straordinarietà del momento che stiamo vivendo, per via dei cambiamenti climatici, tra un po’ possa diventare ordinaria». Per l’ emergenza, intanto, molte città stanno di nuovo adottando misure straordinarie. Ieri a Milano e in altri 21 Comuni dell’ hinterland sono scattate le limitazioni, previste dal Protocollo della Città Metropolitana in caso di superamento per dieci giorni consecutivi della soglia media giornaliera di 50 micro grammi per metro cubo di Pm10. Riguardano la circolazione della auto euro 3 diesel senza filtri antiparticolato. È inoltre prevista la diminuzione di un grado centigrado dei riscaldamenti nelle abitazioni e la riduzione di due ore della durata di accensione degli impianti. Anche domenica le centraline dell’ Arpa hanno registrato in quasi tutta la Lombardia concentrazioni di polveri sottili oltre i limiti. A Pavia sono state programmate due domeniche a piedi il 7 e il 28 febbraio. Ma l’ Anci regionale afferma che «è in atto un’ emergenza che mette a rischio la salute dei cittadini» e chiede una regia da parte della Regione, mentre sollecita ai Comuni delle aree più inquinate il divieto di circolazione degli Euro 3 diesel, l’ abbassamento di un grado della temperatura degli edifici, il divieto di lasciare aperte le porte degli esercizi commerciali e di bruciare legna in camini aperti. Giro di vite anche a Napoli, dove da ieri e fino al 6 febbraio, un’ ordinanza del sindaco Luigi de Magistris prevede la limitazione della circolazione dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 19.30. Stop alle auto fino alla categoria Euro 3. A Roma quella appena trascorsa è stata una «domenica ecologica», cioè senz’ auto, ma per l’ associazione Codacons sono «ancora pochi i controlli e insufficienti le multe e così è impossibile far rispettare i divieti e ridurre lo smog nella capitale». Rientrata, venerdì scorso, l’ ipotesi di targhe alterne per ieri e oggi. Week-end nero anche per il Veneto: da oggi limitazioni ai veicoli più inquinanti e al riscaldamento a Venezia e in vari Comuni (Pordenone, Cordenons e Porcia). Mercoledì stop ai mezzi più inquinanti a Gorizia.
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