29 Gennaio 2016

Martedì la prima udienza del Tar contro il decreto frega-investitori

Martedì la prima udienza del Tar contro il decreto frega-investitori

Inchieste, faldoni, vecchi processi e nuovi ricorsi al Tar. Passano le settimane il governo Renzi resta al centro delle indiscrezioni giudiziarie per la vicenda del salvataggio (?) delle 4 banche e lo scippo dei risparmi dei 130mila sottoscrittori/clienti. Ma non solo: il giglio magico di Renzi, Maria Elena Boschi e compagnia familiare si allarga ulteriormente coinvolgendo più o meno direttamente anche altri interpreti di questa commedia/tragedia creditizia infinita. A cominciare dai ricorsi alla magistratura amministrativa per vedere di far saltare il decreto salva banche (e bastona correntisti), vale a dire la trovata di novembre del governo per salvare il salvabile e massacrare i sottoscrittori delle famigerata obbligazioni subordinate. Ebbene bisognerà attendere la prossima settimana (per la precisione martedì 2 febbraio) per capire cosa potrà succedere a livello amministrativo. Infatti il Tar del Lazio è stato chiamato (dal Codacons) a valutare la vicenda giudiziaria relativa al decreto salva-banche. E i giudici del Tribunale amministrativo hanno fissato per questa data la prima udienza per discutere il ricorso promosso dal Codacons e da 250 risparmiatori con cui si chiede di rimandare alla Corte Costituzionale la legge sul bail-in. L’ associazione dei consumatori ha impugnato i provvedimenti di Banca d’ Italia con cui il governo ha sottoposto gli istituti Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife a procedura di risoluzione. In particolare, sono stati impugnati i provvedimenti che hanno consentito la svalutazione di azioni e obbligazioni subordinate. Il ricorso si basa sulla presunzione di «eccesso di potere, per inesistente e/o carente motivazione, difetto di istruttoria, falsità dei presupposti, travisamento di fatti, ingiustizia manifesta, sviamento di potere, atteso che, dai provvedimenti impugnati, non risultano indicati i presupposti di fatto e di diritto, che giustificherebbero il ricorso alla procedura di risoluzione, né la non praticabilità delle ordinarie procedure di insolvenza». Ma c’ è dell’ altro: ieri Il Fatto quotidiano ha scovato un carteggio tra Cesare Buzzi (a processo per lo scandalo di Mafia Capitale) e Maria Elena Boschi. Buzzi, secondo il quotidiano, avrebbe cercato un incontro con Renzi e per ottenerlo avrebbe fatto avere alla «fida Boschi» una lettera per Renzi. Buzzi voleva spiegare a Renzi il lavoro della sua cooperativa (la “Coop 29 giugno”). La missiva sarebbe stata consegnata durante la cena di finanziamento del Pd, il 7 novembre 2014 a Roma, nelle mani del ministro delle riforme Boschi perché la portasse al suo amico premier. La notizia scovata dal Fatto, emerge dalle trascrizioni delle conversazioni e degli sms di Buzzi inviati durante la cena . Buzzi si vanta anche di avere versato ben 5mila euro per sostenere la kermesse renziana della Leopolda. E poi ci sarebbero gli altri 10mila euro versati come contributo elettorale per la cena del Pd romano. Invitati di eccellenza proprio Renzi e la Boschi. Alle 21 e 21 Buzzi scrive a un’ amica: «Ho la Boschi a un metro! Ci siamo fatti la foto, tacco 12». Alle 22 e 5 minuti finalmente Buzzi può annunciare via sms a Donatella Gallese: «Abbiamo consegnato alla Boschi la lettera per Matteo». Da Palazzo Chigi fanno sapere che «il ministro Boschi ricorda di avere ricevuto quella sera una lettera di presentazione delle attività della cooperativa sociale con una richiesta di incontro diretta al presidente Renzi». L’ incontro perorato non c’ è stato. Il 3 dicembre sono scattati gli arresti. Ultima anomalia: i giornalisti del quotidiano, sempre ieri, hanno provato ad ottenere dall’ anagrafe toscana lo stato di famiglia della famiglia Boschi (dal papà alla ministra). Inutilmente, appellandosi a strane direttive amministrative che per i comuni mortali non valgono. IL RICORSO Il Tar del Lazio è stato chiamato a valutare la vicenda giudiziaria relativa al decreto salva-banche. I giudici del Tribunale amministrativo hanno fissato per il 2 febbraio la prima udienza per discutere il ricorso promosso dal Codacons e da 250 risparmiatori con cui si chiede di rimandare alla Corte Costituzionale la legge sul bail-in. LE BANCHE L’ associazione dei consumatori ha impugnato i provvedimenti di Banca d’ Italia con cui il governo ha sottoposto gli istituti Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife, a un passo dal fallimento, a procedura di risoluzione. LA SVALUTAZIONE I ricorrenti, in particolare, hanno impugnato i provvedimenti che hanno consentito la svalutazione di azioni e obbligazioni subordinate. A questo si aggiunge il modo in cui le quattro banche salvate hanno venduto titoli altamente pericolosi a investitori che non ricoprivano un adeguato profilo di rischio. LE OBBLIGAZIONI Il decreto salva banche, che ha spogliato dei propri risparmi migliaia di investitori, ha fatto sì che le quattro banche a un passo dal fallimento si spogliassero dei crediti deteriorati massacrando i sottoscrittori delle famigerate obbligazioni subordinate.La Boschi portalettere di un indagato Martedì la prima udienza del Tar contro il decreto frega-investitori :::LA VICENDACesare Buzzi (a processo per Mafia Capitale) ha consegnato nel 2014 alla Boschi (nella foto) una lettera diretta a Matteo Renzi con la richiesta di un appuntamento \
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this