Statue coperte, ora scatta un’ indagine
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fonte:
- l`Adige
ROMA – Dopo il clamore mondiale, l’ indagine interna. Si cercano dentro Palazzo Chigi i responsabili della decisione di coprire le statue dei Musei Capitolini per non offendere la sensibilità dell’ ospite Hassan Rohani. Il governo prende le distanze: «È una scelta incomprensibile», dichiara il ministro della Cultura Dario Franceschini. E assicura che né lui né il premier Matteo Renzi ne erano informati. Ma la Sovrintendenza ai beni culturali di Roma declina ogni responsabilità: «Chiedete a Palazzo Chigi». D’ altra parte anche fonti di maggioranza fanno capire che responsabilità e sospetti ricadono sull’ Ufficio del cerimoniale, guidato da Ilva Sapora. Il presidente iraniano Rohani, che trascorre il suo ultimo giorno nella capitale, declassa la vicenda a «una questione giornalistica» e assicura che «non ci sono stati contatti a questo proposito». Poi aggiunge: «Gli italiani sono molto ospitali, cercano di fare di tutto per mettere a proprio agio gli ospiti, e li ringrazio». Matteo Renzi liquida il caso con una battuta: «Bersani, Verdini, poi ti sbagli e copri loro…». Il giudizio del governo pare però unanime: anche il ministro Paolo Gentiloni definisce, come Franceschini, la scelta «incomprensibile». E aggiunge: «Certamente non è stata presa da noi. Mi auguro che le polemiche non coprano i risultati». Cosa è successo, dunque? Chi si è preso la briga di coprire le statue con separé di cartone bianco per non offendere il presidente iraniano con la vista di nudi? In ambienti di governo raccontano che gli Uffici del cerimoniale di Palazzo Chigi e del cerimoniale di Stato, che fa capo alla Farnesina, insieme ai responsabili dell’ ufficio diplomatico hanno partecipato a diversi sopralluoghi con i delegati dell’ ambasciata iraniana. Nel primo pomeriggio Palazzo Chigi fa sapere che il segretario generale Paolo Aquilanti ha avviato un’ indagine interna «per poter accertare le responsabilità e fornire i chiarimenti necessari». Ma negli ambienti governativi si fa su tutti un nome: Ilva Sapora, da oltre 15 anni a Palazzo Chigi e promossa da Enrico Letta alla guida dell’ Ufficio del cerimoniale. Sulla sua gestione era già emersa più di una perplessità negli ultimi mesi tra i renziani, tant’ è che una fonte si spinge a osservare che «l’ indagine interna non si limiterà a una semplice ramanzina ma potrebbe portare a provvedimenti». Intanto il caso continua a essere sulla stampa di tutto il mondo. Il Codacons presenta un esposto alla Corte dei Conti per chiedere che non siano le casse dello Stato a pagare il costo dei paraventi.
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