25 Gennaio 2016

Vendite al dettaglio, Istat: più 0,3% mensile, meno 0,1% annuale

Vendite al dettaglio, Istat: più 0,3% mensile, meno 0,1% annuale

Dati altalenanti per le vendite al dettaglio: a novembre 2015 queste aumentano dello 0,3% su base mensile mentre, nella media del trimestre settembre-novembre 2015, il valore delle vendite registra una variazione nulla rispetto al trimestre precedente; su base annua, infine, le vendite diminuiscono dello 0,1% rispetto a novembre 2014. Sono gli ultimi dati Istat, per i quali nei primi primi undici mesi del 2015, il valore delle vendite segna un aumento tendenziale dello 0,8%. Nello stesso periodo, il valore segna variazioni positive sia per gli alimentari sia per i non alimentari (rispettivamente +1,3% e +0,6%).

Sono dati considerati di galleggiamento, o stagnazione, da parte delle associazioni dei consumatori, per le quali anche i saldi non si sono risolti in un vero boom delle vendite. “I dati Istat relativi al commercio al dettaglio confermano la situazione di stagnazione in cui la nostra economia è ancora impantanata. Le vendite al dettaglio fanno registrare infatti un impercettibile aumento su base mensile (+0,3%) e una leggera flessione dello 0,1% su base annua – dicono Federconsumatori e Adusbef – Queste settimane di saldi sono state un tiepido incentivo agli acquisti solo per una parte dei cittadini (il 38% delle famiglie, secondo le nostre stime) e appare evidente che coloro i quali erano già pronti a parlare di ripresa consolidata hanno, purtroppo, preso un abbaglio. Ricordiamo che solo nel triennio 2012-2013-2014 i consumi hanno subito una contrazione di circa 78 miliardi (pari al -10,7%) e che dal 2008 ad oggi persino settori vitali come quelli dell’alimentazione e della salute hanno subito flessioni allarmanti (rispettivamente -11% e -28,8%)”.

“Gli interventi per dare una vera svolta all’economia non possono essere ulteriormente rinviati. Le cifre rilevate dall’Istat dimostrano che ci troviamo in una situazione di galleggiamento e che la domanda interna ha bisogno di provvedimenti concreti e decisi”, hanno detto dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

A sua volta, anche il Codacons sottolinea che il commercio non è ancora decollato: i dati Istat sono quantomeno altalenanti. “Il settore del commercio non ha ancora superato definitivamente la crisi – dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi – I timidi segnali di ripresa registrati nelle vendite vanno sostenuti con misure specifiche, in grado di spingere le famiglie all’acquisto incrementando la loro capacità di spesa. Per tale motivo chiediamo al Governo Renzi un decreto ad hoc sui consumi, in grado da un lato di sostenere il commercio, dall’altro di incentivare gli acquisti da parte dei consumatori. La prima misura da adottare – prosegue Rienzi – è liberalizzare i saldi, oramai obsoleti e caratterizzati da assurdi limiti che danneggiano non solo le famiglie, ma anche e soprattutto i commercianti”.

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