Tra i vescovi cresce il fronte pro-cortei «Nessuna illusione da Pd e centrodestra»
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STEFANO RE Forte dell’ appoggio di tanti vescovi, la macchina del Family Day lavora a pieno ritmo in vista dell’ appuntamento di sabato al Circo Massimo. È delle ultime ore la notizia dell’ adesione del Movimento cristiano lavoratori, che conta oltre trecentomila iscritti ed è vicino all’ anima sociale della Chiesa. «La proposta di legge Cirinnà va nella direzione opposta a quelli che sono i nostri valori», ha detto il presidente Carlo Costalli a Radio Vaticana. «Quando il governo ha deciso di andare avanti – soprattutto su due punti, quali l’ utero in affitto e le adozioni – non c’ è stata altra scelta che scendere in piazza con il nostro popolo». Oggi inizia la sessione invernale del consiglio episcopale permanente, che si aprirà nel pomeriggio con la prolusione del presidente della Cei Angelo Bagnasco, dalla quale gli organizzatori del Family Day attendono una nuova spinta. Bagnasco, che nei giorni scorsi aveva definito il progetto di legge Cirinnà «una distrazione grave e irresponsabile», illustrerà le proprie «proposte per il rilancio di un progetto culturale orientato in senso cristiano», tra le quali la difesa della famiglia intesa come unione tra uomo e donna dovrebbe essere ai primi posti. Altri vescovi, intanto, continuano a farsi sentire. Quello di Trieste, Giampaolo Crepaldi, fa sapere di non attendersi nulla dalla pattuglia cattolica in Parlamento («credo che ormai non possiamo più farci illusioni sulla componente cattolica, tanto nel Pd quanto ad esempio in Forza Italia»), ma spera proprio nel Family Day: «I vescovi non scendono in piazza, ma qui si gioca una partita molto seria e quindi sosterranno, con il nostro magistero, la presa di posizione dei laici». Mentre Giancarlo Bregantini, vescovo di Campobasso, si augura che la manifestazione al Circo Massimo abbia «davvero una grande partecipazione». Nella sfida tra le due piazze scende in campo anche Avvenire, che definisce la stima di un milione di persone alle manifestazioni pro-Cirinnà «cifre sparate dagli organizzatori». Conferma la grande mobilitazione del popolo cattolico l’ originalissimo appello delle suore trappiste di Vitorchiano, pubblicato su un blog: «Noi qui siamo 25, siamo suore di clausura e non possiamo andare. Chi vuole andare al posto di ognuna di noi? È un favore personale che chiediamo a degli amici. Rimborseremo le spese del viaggio». Intanto il Codacons ha annunciato un esposto all’ Antitrust contro Italo, per gli sconti ferroviari per il Family Day, ma l’ azienda replica che sono gli stessi sconti concessi in occasione di altre manifestazioni, «senza fare scelte ideologiche e di appartenenza». Verso l’ appuntamento del 30 gennaio Tra i vescovi cresce il fronte pro-cortei «Nessuna illusione da Pd e centrodestra»Il presidente della Cei Angelo Bagnasco: oggi è attesa la sua prolusione
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