19 Gennaio 2016

BANCHE: CODACONS E 250 RISPARMIATORI NOTIFICANO OGGI RICORSO AL TAR CONTRO LEGGE SUL BAIL-IN

BANCHE: CODACONS E 250 RISPARMIATORI NOTIFICANO OGGI RICORSO AL TAR CONTRO LEGGE SUL BAIL-IN

CHIESTO IN VIA CAUTELARE URGENTE ANNULLAMENTO DELLA LEGGE PER INCOSTITUZIONALITA’ E RIMBORSO INTEGRALE DELLE OBBLIGAZIONI

CODACONS RIFIUTA INCONTRO CON NICASTRO. CONFRONTO INUTILE SE BANCHE NON INTENDONO RISPONDERE DEGLI ILLECITI

E’ stato notificato questa mattina al Tar del Lazio il ricorso del Codacons e di 250 risparmiatori rappresentati dall’associazione contro i provvedimenti della Banca d’Italia adottati in attuazione della legge sul bail-in (D. Lgs. n. 180 del 16 novembre 2015), che hanno portato all’azzeramento del valore dei titoli a danno degli investitori di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife.
Col ricorso notificato oggi, il Codacons intende portare il decreto dinanzi la Corte Costituzionale, al fine di ottenerne l’annullamento per manifesta incostituzionalità, e giungere a rimborsi integrali dei titoli in favore dei risparmiatori.
Tra i tanti motivi di ricorso si legge infatti:
Si rileva che, in via preliminare rispetto all’analisi della legittimità dei provvedimenti impugnati, codesto On.le Tribunale dovrà affrontare il vaglio delle questioni di legittimità costituzionale e, ritenuta la non manifesta infondatezza delle medesime, rinviare la causa alla Corte costituzionale. In effetti, le norme sopra citate (e, comunque, l’intero D. Lgs. 16 novembre 2015, n. 180 e il connesso D. Lgs. 22 novembre 2015, n. 183) contrastano irrimediabilmente con fondamentali principi dell’ordinamento costituzionale, nazionale e comunitario in quanto:
a) dispongono la compressione di diritti soggettivi perfetti di azionisti e creditori (e, in particolare, dei portatori di obbligazioni subordinate), con conseguente loro affievolimento di fronte al potere della Pubblica Amministrazione, per il raggiungimento di un interesse del tutto privatistico, quale l’esigenza di sopravvivenza di un imprenditore privato (o della sua organizzazione speculativa) quale è la banca (v. art. 20, comma 2, e 21, comma 1, D. Lgs. cit.);
b) dispongono detti effetti ablativi dei diritti soggettivi anche quando il perseguimento di un ipotetico “interesse pubblico” è meramente ipotetico ed eventuale, in quanto il verificarsi dei presupposti è solo prevedibile quale semplice “rischio” (v. art. 17 D. Lgs. cit.);
c) non prevedono alcun indennizzo o ristoro a favore degli interessati, i cui diritti sono stati eliminati o ridotti, per il raggiungimento di quegli scopi.
È di tutta evidenza che la decurtazione o l’eliminazione dei diritti soggettivi è stabilita discrezionalmente dalla P.A., in base a valutazioni da essa stessa prodotte, prive, quindi, di quelle garanzie di oggettività e di autonomia, che sono attuabili nell’ambito di una procedura concorsuale. In secondo luogo, quelle valutazioni sono tendenzialmente definitive e indiscutibili in sede giudiziale, a causa delle penetranti restrizioni alla tutela giurisdizionale imposte dalla nuova disciplina”.

“Ora il Tar dovrà sollevare questione di costituzionalità e portare le norme sul bail-in dinanzi la Consulta – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Se i giudici riterranno fondati i nostri rilievi, verrebbe annullato in automatico l’azzeramento del valore dei titoli, e i risparmiatori tornerebbero in possesso dei soldi persi”.
Intanto il Codacons ha rifiutato di partecipare all’incontro odierno tra le associazioni dei consumatori e il presidente della good bank Roberto Nicastro. E’ assolutamente inutile prendere parte ad incontri per sentirsi dire che non è possibile risarcire i risparmiatori – spiega il Codacons – Solo quando Nicastro accetterà di rispondere per gli illeciti commessi dalle 4 banche a danno dei piccoli investitori, saremo pronti ad un serio confronto.  

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