13 Gennaio 2016

Banche, i truffati Deiulemar al presidio Etruria

Banche, i truffati Deiulemar al presidio Etruria
mille obbligazionisti davanti alla consob a roma. una delegazione da torre del greco

Sergio Governale Le nuove Banca Marche, CariChieti, CariFerrara e Popolare dell’ Etruria – salvate dal governo Renzi con decreto – saranno vendute in primavera e dovranno finanziare la «bad bank», ossia l’ istituto che si è fatto carico dei loro crediti in sofferenza. A rivelarlo ai tecnici del ministero dell’ Economia e alle cinque sigle sindacali dei bancari è il presidente Roberto Nicastro. Le quattro «good bank», hanno spiegato in coro i rappresentanti di Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin, «saranno cedute prima dell’ inizio dell’ estate e la vendita potrebbe avvenire in un unico blocco oppure separatamente, a seconda delle manifestazioni di interesse che arriveranno nelle prossime settimane». I possibili acquirenti? Un gruppo italiano o estero oppure un fondo di private equity. Nelle scorse settimane sono circolati i nomi del colossi anglosassoni Fortress, Lone Star e Cerberus, specializzati nella gestione delle partite deteriorate. Ma molti altri avrebbero già bussato alla porta di Nicastro. Gli incontri si susseguono mentre in piazza continuano le proteste dei risparmiatori traditi. A manifestare davanti alla sede della Consob sono stati oltre 250 clienti dei quattro istituti. Adusbef, Federconsumatori e il Comitato vittime del salva-banche hanno organizzato un sit-in, cui hanno preso parte anche rappresentanti del Codacons. A sostenerli circa 40 obbligazionisti di Deiulemar provenienti da Torre del Greco, vittime del crac da oltre 700 milioni di euro della compagnia di navigazione napoletana. La loro rappresentante, l’ avvocato Monica Cirillo, ha consegnato idealmente l’ Oscar alla «carriera indecorosa» al presidente della Consob Giuseppe Vegas. «Dal 2012 chiediamo una commissione d’ inchiesta», ricorda, evidenziando che «in Italia vige il principio di irresponsabilità». «In sette anni – aggiunge – sui conti correnti dell’ armatore Iuliano sono passati 700 milioni senza segnalazioni di anomalie da parte di Bankitalia. Non solo: la Consob ha autorizzato la raccolta di 40 milioni di euro in bond, mentre ne sono stati poi raccolti 800 milioni. E ancora: la Consob ha autorizzato l’ emissione nel 2007 dopo che nel 2006 Bankitalia l’ aveva rigettata. Oggi – è la sua denuncia – le autorità di controllo si rimpallano le responsabilità, ma negli anni abbiamo assistito ai crac delle cooperative rosse, di Giacomelli, Parmalat, Mps e Cirio sempre con lo stesso schema. I responsabili ora devono andare a casa». Alle proteste si sono uniti i presidenti di Adusbef Elio Lannutti – che ha invitato i risparmiatori torresi – e di Federconsumatori Rosario Trefiletti. In coro sottolineano che «anche i risparmiatori del Mezzogiorno si sentono dimenticati, anzi spesso sono i più dimenticati. È una grave discriminazione del territorio meridionale, ormai abbandonato a se stesso e per questo stiamo pensando di organizzare una grande manifestazione al Sud, forse a Napoli». A differenza di Adusbef e Federconsumatori, il Codacons e alcuni comitati dei risparmiatori traditi hanno invece deciso di incontrare il direttore generale della Consob Angelo Apponi e Vegas, collegato in videoconferenza da Milano. L’ Authority, spiegano, «ha accolto la nostra richiesta di eseguire ispezioni presso le 4 banche, anche procedendo all’ esito per quanto riguarda Banca Etruria di azione di nullità dei bilanci dal 2010 al 2014». La Consob, precisa il Codacons, si è poi «impegnata a raccogliere la documentazione sulle illegalità nel collocamento dei titoli ai risparmiatori, che potrà essere poi utilizzata nei tribunali ai fini del risarcimento da parte degli investitori delle 4 banche». A proposito del fallimento di Banca Etruria, il premier Matteo Renzi si dice favorevole a una commissione di inchiesta, ma «niente processi-show». «Se si farà – osserva – dev’ essere non su una banca ma sul sistema bancario degli ultimi 15 anni, dove sono successe cose nel silenzio della politica, che ha fatto finta di non vedere autentici errori». Quanto all’ ipotesi di revisione delle competenze di Consob e Bankitalia da parte del governo, Renzi chiarisce: «Sono due istituzioni che abbiamo il dovere di proteggere, ma se qualcuno ha sbagliato va messo in condizione di rispondere». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
sergio governale

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