Protesta davanti alla sede Consob «Ora ristoro totale per le vittime»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
l’ associazione: «segni di apertura». prime divergenze col codacons
C’ ERANO anche una dozzina di ferraresi tra i manifestanti che ieri mattina hanno sfilato davanti alla sede della Consob, a Roma. Ancora una volta nel mirino è finito il decreto ‘Salva Banche’ che ha visto i risparmi di migliaia di famiglie svanire nel nulla. Per i manifestanti si è aperto uno spiraglio quando una loro delegazione è stata fatta salire ai piani alti del palazzo di via Martini, dove ha incontrato i vertici dell’ autorità (al summit ha partecipato in videoconferenza anche il presidente Giuseppe Vegas). Nel drappello di vittime del ‘Salva Banche’ c’ era anche Mirko Tarroni, che rappresentava i risparmiatori di Carife. «Nell’ incontro con i vertici della Consob – ha spiegato – è emersa una diversità di vedute tra noi e i rappresentanti del Codacons. Loro – ha proseguito – si sono soffermati su alcuni aspetti legali, spiegando di voler presentare una richiesta di impugnazione dei bilanci. Noi stiamo invece cercando di ricavarci un’ apertura politica, perché crediamo che le cause legali siano alla lunga uno svantaggio per tutti». Da qui quindi la ‘seconda via’, proposta dall’ Associazione Vittime del ‘Salva Banche’. «Abbiamo fatto presente ai vertici dell’ autorità il grave disagio in cui vivono le persone coinvolte – ha aggiunto Tarroni -. I nostri territori sono stati drammaticamente toccati dalla crisi delle banche». POI le richieste, poche e puntali. «Abbiamo ribadito la volontà di un ristoro completo di tutti gli obbligazionisti e l’ opportunità di cercare una opzione, come per esempio quella dei warrant per Ferrara, per quanto riguarda gli azionisti». La strada però, deve essere quella politica. L’ incontro si è concluso con una cauta soddisfazione da parte dei manifestanti. «Abbiamo notato qualche segnale di apertura e questo è importante – ha commentato Tarroni -. Qualche piccolo passo verso di noi c’ è stato anche se le posizioni sono ancora molto distanti e noi non abbiamo intenzione di arretrare di un millimetro». Nel frattempo l’ Associazione ha scritto una lettera indirizzata ai vertici dell’ Unione Europea. La missiva si apre parlando di «gravi irregolarità fatte da queste banche in passato» e di «colpevole mancanza di controlli da parte delle nostre autorità nazionali» per poi chiedere conto dell’ utilizzo delle eventuali plusvalenze ricavate dalla vendita dei crediti deteriorati, il cui unico beneficiario dovrebbe essere il Fondo di Risoluzione. «Non dovrebbe questo guadagno essere utilizzato per rimborsare gli obbligazionisti e azionisti – si chiedono i membri dell’ Associazione -? Perché l’ Europa permette che il governo italiano faccia un regalo al Fondo di Risoluzione e, indirettamente, alle grandi banche che lo finanziano, piuttosto che proteggere i risparmiatori truffati da tutta questa vicenda?» Federico Malavasi.
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