13 Gennaio 2016

Tragedia delle Maccalube, famiglia parte civile

Tragedia delle Maccalube, famiglia parte civile

Si torna in aula il 23 febbraio ma non sarà ancora il momento di sentire i primi testi. Il giudice si dovrà pronunciare su altre questioni preliminari. Gerlando Cardinale …I genitori, lo zio e la nonna dei fratellini Carmelo e Laura Mulone, di 9 e 7 anni, morti il 27 settembre del 2014 a causa di un’ esplosione mentre stavano facendo una passeggiata insieme al padre, un appuntato dei carabinieri molto conosciuto, alla riserva delle Maccalube, sono stati ammessi come parti civili. Via libera dal giudice Claudia Infantino anche alla costituzione del Codacons, delle associazioni Codice Ambiente e Codici Sicilia onlus e del Comune di Aragona che per primo aveva incaricato l’ avvocato Alfonso Neri di rappresentare l’ ente al processo nei confronti dei tre imputati. Bocciata, invece, la richiesta dell’ associazione «Io genitore»: secondo il giudice non è possibile ritenere che possa essere stata «astrattamente danneggiata dalla condotta degli imputati». Per quanto riguarda la richiesta di costituzione dell’ assessorato al Territorio e all’ Ambiente della Regione Sicilia il giudice si è riservato di decidere «dopo la produzione della convenzione di affidamento della riserva delle Maccalube all’ associazione Legambiente». La lunghissima battaglia giudiziaria, iniziata all’ udienza precedente e ripresa nella tarda mattinata di ieri, si è conclusa – e peraltro solo in parte poco prima delle 17,30 con la lettura dell’ ordinanza con cui il giudice fa or dine sulla raffica di richieste di costituzione di parte civile. All’ udienza precedente i genitori, lo zio e la nonna dei poveri bambini avevano formalizzato la richiesta attraverso i propri legali Roberto Guida, Mattia Floccher e Antonio Provenzani. Sotto processo, con l’ accusa di omicidio colposo plurimo, sono finiti il presidente regionale di Legambiente nonché direttore della riserva, Domenico Fontana, il dipendente del sito, Daniele Gucciardo, e Francesco Gendusa, dirigente dell’ assessorato regionale al Territorio, esperto di siti naturalistici. I loro difen sori – gli avvocati Nicola Grillo, Diego Galluzzo, Daniela Ciancimino e Luca Petrucci- si erano opposti «a tutte le richieste di parte civile diverse da quelle dei familiari perché del tutto illegittime». Il pm Carlo Cinque ha proceduto all’ iscrizione sul registro degli indagati dopo avere esaminato una consulenza redatta dal geologo Carlo Cassaniti che ha studiato l’ origine dell’ evento arrivando alla conclusione che non si è trattato di un fatto imprevedibile, come sostenuto poche ore dopo la tragedia dallo stesso Fontana che peraltro è presidente regionale di Legam biente nonché assessore comunale. La Procura gli contesta di non avere eseguito alcun monitoraggio scientifico del sito. Gucciardo, invece, la mattina della tragedia, avrebbe controllato il sito senza ravvisare alcun segnale di pericolo. Anche a Gendusa, infine, responsabile di un’ unità operativa di un dipartimento della Regione, viene contestato di avere omesso i dovuti controlli. Si torna in aula il 23 febbraio ma non sarà ancora il momento di sentire i primi testi. Il giudice si dovrà pronunciare su altre questioni prelimina.
 

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